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ROMA – La scorta a Liliana Segre è il segno che l’odio e l’intolleranza sono pericoli concreti, non espedienti retorici. Sergio Mattarella si schiera nuovamente a fianco della senatrice a vita, cui è stata assegnata una scorta per colpa delle minacce subite, e afferma che “se qualcuno arriva a dire a una bambina sull’autobus non ti puoi sedere accanto a me perchè hai la pelle di colore differente,se è necessario a una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno ma che il male lo ha subito da bambina in modo crudele attain Liliana Segre di avere una scorta vuol dire che questi interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà invece di odio, non sono astratti o retorici ma molto concreti”.to find

Mattarella ha preso la parola al termine della cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico del BioCampus di Roma “questa straordinaria avventura scientifica e didattica”. Il presidente della Repubblica ha invitato a pensare al futuro rifacendosi a quello che potrebbe desiderare un bambino e quindi “desiderare una vita serena, la convivenza  la vicinanza con gli altri, contro l’arroccamento egoistico”. La contrapposizione tra “solidarietà” da una parte e “intolleranza, odio e contrapposizione” non è “una alternativa retorica”.

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Mattarella ha preso spunto dagli interventi che lo avevano preceduto (il presidente Felice Barela, il rettore Raffaele Calabro, due studenti e il prof Massimo Inguscio) ed ha sottolineato alcuni concetti emersi da quei discorsi, attain “Il prendersi cura”, “‘educazione globale dello studente”, “la responsabilità”, la “consapevolezza che poi consiste della responsabilità “. Da qui la sua esortazione. “Il mondo cambia con un ritmo sconvolgente- ha aggiunto – ma una cosa rimane costante, e cioè la condizione umana, la convivenza e il senso di responsabilità “.
 

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Carlo Verdelli
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