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la crisi di tarantoSu Taranto esplode la bomba. Arcelor Mittal restituisce l’Ilva allo Stato italiano. A un anno dall’arrivo a Taranto, il gruppo ha notificato ai commissari e ai sindacati la volontà di ritirarsidi P. Bricco, C. Fotina e D. Palmiotti(Ansa) 2′ di letturaSu Taranto esplode la bomba. Arcelor Mittal restituisce l’Ilva allo Stato italiano. A un anno dall’arrivo a Taranto, Am InvestCo Italy ha notificato ai commissari straordinari dell’Ilva la volontà di rescinderel’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate acquisite secondo l’accordo chiuso il 31 ottobre. Lo si legge in un comunicato della multinazionale. Il Sole 24 Ore aveva anticipato fin dalle prime ore del mattino che in giornata sarebbe stata comunicata la volontà di rescindere il contratto con cui il principale gruppo siderurgico ha un anno fa acquisito in prima istanza l’affitto dell’impresa che, oltre all’acciaieria di Taranto, ha anche gli insediamenti di Novi Ligure e di Cornigliano.La ragione dell’invio delle lettere sia all’Amministrazione Straordinaria sia ai sindacati è di natura squisitamente tecnica: alla prima perché i diritti di proprietà dell’Ilva sono ancora in capo advert essa, dato che il contratto attuale è di affitto e si sarebbe trasformato in una cessione effettiva di proprietà soltanto il 1 maggio 2021; ai secondi perché gli oltre 10mila dipendenti dell’Ilva hanno in questo momento un contratto a tempo determinato con Arcelor Mittal, che sarebbe stato convertito in un contratto a tempo indeterminato soltanto con l’avvenuta acquisizione.Qual è la natura di questa scelta? Una uscita definitiva dall’operazione? Una scioccante prima mossa negoziale? Oppure Arcelor Mittal avrebbe l’intenzione di chiudere «soltanto» l’residence a caldo, snaturando così l’acciaieria e potendo fare a meno, da subito, non di tutti i 10mila addetti ma «soltanto» di una buona metà di essi? In ogni caso, se nelle prossime ore verrà confermato l’invio delle lettere, si tratterebbe di una vera e propria bomba su Taranto e sulla sua comunità, sull’Italia e sulla sua manifattura.
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