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ServizioEX ILvaLa pubblicazione dei conti del gruppoArcelorMittal è prevista giovedì 7, ma le indicazioni della vigilia lasciano intendere un vero crollo della marginalità. Un trascinamento verso il basso legato alle difficoltà del mercato e, in misura minore ma comunque determinante, anche al difficile turnaround dell’ex Ilva(AFP)2′ di letturaMeno di un miliardo di dollari. Questa la previsione del consensus degli analisti per l’Ebitda di ArcelorMittal nel terzo trimestre di quest’anno. I conti del gruppo saranno svelati giovedì 7, ma le indicazioni della vigilia lasciano intendere un vero crollo della marginalità per il gruppo. Un trascinamento verso il basso legato alle difficoltà del mercato e, in misura minore ma comunque determinante, anche al difficile turnaround dell’ex Ilva, impresa che il gruppo minaccia di lasciare a metà, vista l’intenzione di gettare la spugna.La previsione, formulata da venti analisti aggregati da Vuma consensus e pubblicata sul sito web del gruppo, indica l’Ebitda del terzo trimestre in 930 milioni di dollari. Si tratta di quasi 2 miliardi di euro in meno rispetto a 2,7 miliardi di euro consuntivati nello stesso periodo dell’anno scorso, senza Ilva e con un contesto di mercato decisamente migliore.Nel secondo trimestre di quest’anno il gruppo presieduto da Lakshmi Mittal ha generato un Ebitda di 1,6 miliardi di dollari, a fronte di una previsione degli analisti di 1,529 miliardi. Si tratta di un dato che evidenzia già un crollo del 42,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa dell’effetto negativo del rapporto costo/prezzi.Lunedì 4 il titolo ha chiuso in Borsa con un incremento delle quotazioni del 3,92% a 14,58 euro, con nessuna conseguenza apparente dell’annuncio sull’ex Ilva (anzi, dopo le 14, quando il gruppo ha diramato il comunicato, il titolo ha ripreso vigore rispetto al corso della mattinata). Da inizio anno, però, il titolo ArcelorMittal ha perso oltre il 17% del suo valore, reach del resto gli altri titoli legati all’industria siderurgica europea, che sta attraversando una difficile situazione di mercato.ArcelorMittal è stata tra le prime, in primavera, ad annunciare un taglio della capacità produttiva reach reazione alle difficoltà congiunturali, in particolare nel contesto europeo, gravato dalle difficoltà degli slay user (soprattutto gli operatori dell’industria car) e da un flusso crescente di importazioni che il meccanismo di Salvaguardia deciso dalla Comunità europea fatica ad arginare.
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