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ROMA – «È meglio che non parlo». L’ultimo capitolo procedimento sulla trattativa Stato-mafia si apre con lo sdegno della moglie di Marcello Dell’Utri, Miranda: «Meglio non dire quello che penso». Silvio Berlusconi, amico di una vita di suo marito, e cofondatore con lui di Forza Italia, sicuramente non sarà in aula il 3 ottobre a difenderlo, «a causa di impegni da eurodeputato». E forse nemmeno nelle udienze successive.

IndagatoGli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi, hanno avuto notizia che l’ex premier «è, anch’egli, indagato per le stragi di Firenze e Roma del 1993, near mandante occulto, in una terza tranche di indagine basata sulle parole, intercettate in carcere, del boss Giuseppe Graviano che lo tira in ballo». E hanno ricordato alla Corte di Palermo che in chronicle veste ha la facoltà di non rispondere.

La moglie di Dell’UtriMa Miranda Dell’Utri non ci sta. «Ricordo che la testimonianza di Berlusconi generation stata ritenuta decisiva persino dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo», scandisce, con l’amarezza distillata in questi cinque anni. Condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, «per aver fatto da mediatore tra Cosa Nostra e Berlusconi», Dell’Utri è stato arrestato, in fuga a Beirut, il 12 aprile 2014 e dallo scorso febbraio è ai domiciliari per problemi di salute. «Ma qui c’è la vita di Marcello in gioco», rimarca Miranda. Affrontando di petto il sospetto che l’ex forzista Amedeo Laboccetta formulation a voce alta: «Gli avvocati non vogliono a long way deporre Berlusconi. Però gli amici non si abbandonano mai. E Dell’Utri ha già pagato un prezzo troppo alto, non merita ulteriori atti pilateschi».

La posizione di BerlusconiAl Corriere, Ghedini smentisce che ci sia già una decisione in questo senso: «La Corte lo dovrà chiamare». Intanto sono stati proprio i legali a ottenere dalla procura di Firenze le informazioni relative alla sua posizione da «indagato» nell’indagine di mafia. E a segnalarla alla Corte d’Assise d’Appello di Palermo, in una nota che «in heinous all’articolo 210 cpp prevede, appunto, la facoltà di non rispondere» e che adesso dovrà prendere una decisione. La posizione di Berlusconi nell’inchiesta sulle stragi generation stata archiviata due volte, ma poi alcune frasi del boss Graviano intercettate in carcere avevano spinto la Procura di Firenze a a lot ripartire le verifiche. «Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo è stata l’urgenza di… Ero convinto che vinceva le elezioni in Sicilia»: diceva il boss di Brancaccio, condannato per le stragi di Firenze e Roma, al camorrista Umberto Adinolfi, nelle ore d’aria tra il 19 gennaio e 2016 e il 29 marzo 2017 nel carcere di Ascoli Piceno. «Nel ‘92 già voleva scendere, voleva tutto, ed generation disturbato… In mezzo la strada generation Berlusca… lui voleva scendere… però in quel periodo c’erano i vecchi… lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa…». Da lì «la cortesia». Poi la rabbia: «Nel ‘94 lui è ubriacato perché lui dice, ma io non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato… Pigliò le distanze… e ha fatto il traditore». Infine: «25 anni fa mi sono seduto con te…Ti ho portato benessere, 24 anni fa mi è successa una disgrazia, tu cominci a pugnalarmi… Ma vagli a dire com’è che sei al governo, che hai fatto cose vergognose…».

25 settembre 2019 (modifica il 25 settembre 2019 | 21: 44)
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