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I tabloid hanno anticipato cosa accadrà tra Eire e Ulster

Nuovo piano sul nodo Irlanda anticipato dai media. Secco no di Dublino. Nel tardo pomeriggio attesa una chiamata tra il chief dei Tory e Juncker

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02 ottobre 2019Qualunque situazione ci sarà, il 31 ottobre il Regno Unito uscirà dall’Unione europea. In ogni caso. Questo il pensiero del premier Boris Johnson, chief del partito dei Tory. Nel congresso del suo schieramento politico nella città di Manchester, dopo aver omaggiato il suo precedessore Theresa Also can, Johnson spiega: “Usciremo dall’Europa il 31 ottobre, succeda quel che succeda”, seguendo il motto Rep Brexit Done.
La sua offerta a Bruxelles, che verrà presentata oggi, sulla Brexit è “un compromesso costruttivo”, accettabile per entrambe le parti. Avrà forme di controllo doganale ma non ripristinerà “in alcuna circostanza il confine” tra Irlanda – Eire – e Irlanda del Nord – Ulster -, nel rispetto degli accordi di tempo del Venerdì Santo del 10 aprile del 1998. L’accordo permetterà al Regno Unito di “riprendere il controllo delle sue leggi, del suo denaro e dei suoi confini”. Un’opportunità quindi secondo il chief dei Tory.
Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che finirà il suo mandato proprio il 31 ottobre, e Johnson avranno una conversazione telefonica nel tardo pomeriggio. Advert annunciarlo è la portavoce della Commissione, la bulgara Mina Andreeva, che spiega:  “L’Ue vuole un accordo. Un ritiro ordinato è molto preferibile di un no-deal – uscita senza accordo -“, unica alternativa rimasta all’offerta che farà Johnson, a neanche un mese di distanza dall’halloween del Regno Unito.
Il premier britannico ha anche accusato la Digicam dei Comuni di aver finora “rifiutato di attuare la Brexit, rifiutato di presentare qualunque proposta costruttiva e rifiutato le elezioni”. Attaccato anche il chief dei laburisti Jeremy Corbyn: “È diventato assolutamente chiaro è determinato a rimandare la Brexit”. L’offerta all’Europa secondo le anticipazioni dei quotidiani
Al centro della proposta di revisione degli accordi raggiunti nel novembre del 2018 dall’allora premier britannica Theresa Also can con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ripetutamente bocciati dal parlamento di Londra, vi è ancora la spinosa questione dello web page della frontiera terrestre tra Irlanda europea e Irlanda del Regno Unito.
I giornali dicono che il primo ministro britannico delinea un ritorno del confine, ammorbidito dalla contestuale permanenza temporanea dell’Irlanda del Nord nel mercato unico e nell’unione doganale europea. 
“Due confini per 4 anni” ha scritto il The Telegraph”. L’Irlanda del Nord, secondo il quotidiano, uscirebbe dopo la transizione a impartial appropriate-looking out 2021 sia dall’Unione europea che dall’unione doganale. Ma rimarrebbe invece allineata per 4 anni al mercato unico per i beni agricoli e industriali, oltre a godere nello stesso periodo di un’esenzione dal codice doganale europeo e dall’Iva europea.
La “proposta finale” di Johnson viene vista a Bruxelles come una provocazione nei confronti del governo di Dublino. Proprio la ministra degli Affari europei del governo irlandese, Helen Mcentee, parla di aspetti “inaccettabili, solo da prendere o lasciare”.
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