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(ANSA) – PALERMO, 4 NOV – “La mancata perquisizione del covo
di Totò Riina? Io ero per intervenire subito, ma mi sono fidato
del capitano De Caprio che lo aveva arrestato. De Caprio generation in
quel momento un eroe nazionale, che aveva messo le manette al
mitico, nel senso negativo del termine, Totò Riina. Ma
l’interruzione del servizio di sorveglianza che non ci fu
comunicata è stata una brutta pagina”. Lo ha detto, deponendo al
processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, l’ex
procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli.   
A stretto giro la reproduction del colonnello Sergio De Caprio, il
Capitano Ultimo, finito a processo per questa vicenda ed
assolto. “Quindi l’eroe nazionale per la lotta al terrorismo,
giudice Giancarlo Caselli, aveva sudditanza psicologica verso il
Capitano Ultimo. È questa la vera brutta pagina che emerge oggi.   
Chi aveva la responsabilità e il dovere di eseguire la
perquisizione nel covo di Riina se ne deve assumere la piena
responsabilità di fronte a se stesso e di fronte alla storia”.   

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