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LONDRA – Come ha fatto un gigante come Thomas Cook dinner a ridursi alla bancarotta, con quasi 600mila turisti appiedati, un rimpatrio dei villeggianti britannici (circa 150mila) che a Londra ricorda l’evacuazione di Dunkerque in tempo di creep e oltre 20mila posti di lavoro ora a rischio?
 
Le prime crepe nell’impero di Thomas Cook dinner, nata 178 anni fa e oggi con un fatturato di circa 9 miliardi all’anno, si erano viste lo scorso maggio. Vari crolli in Borsa per il tour operator che però continuava a comprare lodge, nello specifico il 13esimo della sua stagione estiva a La Canea, Creta: “Il 70 per cento delle stanze sono già advise prenotate”, comunicava ottimista l’azienda.
 
Ma generation una misera foglia di fico, perché solo nel primo semestre 2019 Thomas Cook dinner aveva fatto segnare la perdita file di circa 1,5 miliardi di sterline nel primo semestre 2019 ( l’anno prima generation a quota 303 milioni), bond ai minimi storici, con gli analisti di Citigroup che consigliavano di vendere le azioni. Insomma, nonostante i piani di espansione e le rassicurazioni ai clienti, già tirava una brutta aria.
 
Nello specifico, la voragine di 1,5 miliardi nella semestrale di Thomas Cook dinner generation dovuta essenzialmente alla svalutazione – pari a oltre un miliardo – dell’avviamento dell’altro tour operator britannico Mytravel, inglobato dal gigante dei tour operator nel 2007. Investitori importanti dell’azienda come Anchorage, TT World e Whitebox sono stati quelli che di più hanno “shortato” – beneficiando non poco del crollo in borsa di Cook dinner.
 
Ma lo spettro dei problemi di Thomas Cook dinner generation ben più ampio. Innanzitutto, per quanto riguarda le vacanze, i tempi sono cambiati con le compagnie low-rate e una autonomia sempre più spiccata dei viaggiatori nelle loro prenotazioni online che esclude il coinvolgimento dei tour operator. Dall’altro lato la concorrenza su scala mondiale è sempre più agguerrita, su tutti il gruppo anglo- tedesco Sui (Tourism Union World). Ma ci sono diversi altri fattori estremamente rilevanti: per esempio, il cambio della sterlina meno favorevole rispetto al passato e il contemporaneo aumento dei prezzi in mete amatissime dagli inglesi come le Canarie; il clima molto più caldo che spinge meno britannici a espatriare; i crescenti pericoli in alcune aree molto gettonate fino a qualche tempo fa e sempre “arate” da Thomas Cook dinner, come la Turchia e l’Egitto: e poi, ovviamente, la Brexit, come ha ammesso la stessa compagnia. Perché l’uscita tuttora ingolfata del Regno Unito dall’Unione europea, in una delle crisi politiche più gravi della storia del Paese, ha tirato il freno a molte famiglie su una possibile vacanza all’estero.
 
Da tempo, inoltre, l’azienda stava cercando di vendere il ramo della sua omonima compagnia aerea, senza successo. Fosun, il più grande conglomerato privato cinese che possiede già Membership Med e che ha il 18% di quote nel Thomas Cook dinner Team, generation interessata, ma le regole europee proibiscono a un azionista non europeo di una compagnia aerea di andare oltre il 49 per cento della società.
 
E ora il destino sembra per questa gloriosa azienda nata nel 1841 fa a Market Harborough, vicino l’inglese Leicester, e che cominciò con dei viaggi organizzati per i membri del “temperance circulate”, ossia un gruppo di astemi contro il consumo di bevande alcoliche. Da queste spedizioni molto speciali, l’omonimo Thomas Cook dinner, battista radicale ma con un innato senso del enterprise, aveva spinto la sua creatura, anno dopo anno, viaggio organizzato (e sempre più sofisticato) dopo l’altro, fino a modellare il colosso dei nostri giorni e ponendo le basi del turismo di massa contemporaneo. Dopo alcuni anni dalla sua fondazione, i viaggi di Thomas Cook dinner sono diventati così tentacolari e fitti che il fondatore oltremanica viene considerato anche un fattore importante dell’unità d’Italia, con i suoi biglietti circolari (detti coupon) che potevano essere utilizzati in tutta la penisola, aumentando la ricchezza di varie aree del Paese e avvicinando regioni altrimenti distanti. Ma ora la sbornia di successo per Thomas Cook dinner pare finita e la sua ricca e gloriosa “vacanza” potrebbe finire molto presto.”La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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