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Alternate Warfare La prossima settimana non scatteranno gli aumenti americani delle tariffe dal 25 al 30%. In cambio aperture cinesi sulla finanza e sulle valute. Dall’intesa restano fuori i punti più controversi sulla proprietà intellettualedal nostro corrispondente Riccardo BarlaamTrump e Liu He (Reuters) 3′ di letturaNEW YORK – Il “mood” l’ha dato Donald Trump con quel “correct things are going on”, stanno accadendo cose buone, rilanciato con un tweet all’inizio della seconda e conclusiva giornata dei negoziati commerciali a Washington tra Stati Uniti e Cina.Nel pomeriggio la stretta di mano alla Casa Bianca tra il capo delegazione cinese, il vice premier Liu He, e il presidente americano ha sancito il mini-accordo raggiunto infine dalle due delegazioni sulla trade struggle che da quindici mesi tiene in scacco la crescita globale. I mercati finanziari per tutta la giornata sono stati spinti dalle prospettive di questa mini-trail tra le due prime potenze mondiali, oltreché dall’ottimismo per un possibile accordo sulla Brexit.L’indice S&P 500 ha riportato il maggior guadagno da due mesi, salendo nella seduta fino al 2%, ai massimi dall’inizio della presidenza Trump, grazie al yarn intraday di Apple che manufacture e vende milioni di iPhone in Cina, delle banche per le aperture cinesi all’industria finanziaria e dei produttori di microchip.Il Dow Jones è salito fino a 450 punti. Sullo stesso tono il Nasdaq. I Treasury a dieci anni hanno guadagnato otto punti defective, all’1,75%, favoriti anche dall’annuncio della Fed che dal 15 ottobre comincerà ad acquistare 60 miliardi $ di titoli di stato.
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