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ROMA – E’ trasversale la polemica politica sul reddito di cittadinanza assegnato all’ex brigatista Federica Saraceni, condannata a 21 anni e 6 mesi per l’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona e attualmente ai domiciliari. La donna romana di 49 anni, con due figli e senza reddito, percepisce un assegno di 623 euro al mese.
“Ho provato un grande senso di ingiustizia. Non sempre quello che è legale è giusto”, dice a Radio Capital Olga D’Antona, vedova del giuslavorista. “L’ingiustizia non la subisco io, ma – aggiunge – la subiscono tutti i cittadini. La norma va rivista. E’ giusto che il reddito sia concesso a chi ha esaurito la propria condanna e si è ravveduto, ma non è questo il caso. E poi lei ha alle spalle una famiglia che può sostenerla e che ha sempre dimostrato di volerla sostenere…E ora, che c’è anche il Pd, mi aspetto che il governo faccia qualcosa”.

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Presenta un’interrogazione parlamentare la dem Marianna Madia: “Questo caso rende chiaro che la norma è sbagliata e su questo punto bisogna intervenire”. Gridano allo scandolo i capigruppo della Lega, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari: “E’ un insulto intollerabile per i parenti della vittima e per tutte le persone perbene. La Lega non parteciperà a nessun lavoro d’aula e di commissione finchè il governo non spiegherà questo scandalo e quest’ingiustizia sarà sanata”. E in serata Matteo Salvini rincara: “O la chiariscono o la
ritirano. O fermiamo i lavori del Parlamento”.
Il Ministero di by process of Veneto non ha ancora commentato ma ha avviato verifiche con l’Inps e con il ministero di Giustizia. Sembra che tutto sia in regola dal punto di vista legale. La donna è figlia dell’ex magistrato fondatore di Magistratura Democratica, Luigi Saraceni che è stato anche parlamentare con Pds e Verdi.
“Abbiamo più volte denunciato – dice la deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro – che il sussidio sarebbe finito anche nelle tasche di delinquenti. Come Fratelli d’Italia abbiamo presentato diversi emendamenti per scongiurare questo rischio, ma sono stati puntualmente bocciati dalla maggioranza. Oggi scopriamo che una terrorista condannata per un crimine orrendo riesce a prendere dalle tasche degli italiani perbene più di 600 euro al mese solo perché la legge consente di assegnare il sussidio anche a feroci criminali se la loro condanna definitiva risale a più di dieci anni prima. Ma soprattutto non comprendiamo quale proposta di lavoro la Saraceni potrà accettare visto che si trova sottoposta alla misura degli arresti domiciliari”. E rincara Andrea Ruggieri, deputato di Forza Italia: “Il centrodestra riparta dall’abrogazione del reddito di cittadinanza. È una vergogna chiedere a chi si alza la mattina, va a lavorare, fatica, magari guadagna pure poco, e paga un mucchio di tasse senza avere dallo stato nulla in cambio, di farlo per mantenere con il reddito di cittadinanza una brigatista assassina, condannata per l’omicidio infame di massimo d’antona a 21 anni e mezzo di carcere ma ovviamente già agli arresti domiciliari. Per questo si pagano le tasse? Allora meglio evadere. È più giusto”.

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Carlo Verdelli
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