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ServiziovigilanzaRidotti temporaneamente i requisiti minimi di capitale per consentire il turnaround del colosso bancario tedesco. Evitato l’aumento di capitale. Giovedì con i conti attesi progressi nel risanamentodi Isabella Bufacchi3′ di letturaLa Deutsche financial institution del futuro sarà più piccola, meno esposta ai rischi e alla volatilità del mercato, con attività ponderate per il rischio, a leva e con il fee at risk tutti ridimensionati e rafforzata da buffers di liquidità e Tlac rimpinguati. Dunque ha mire ambiziose: migliorare la classificazione di G-SIB per calcolare i requisiti patrimoniali, dal 2% all’1,5% (già a novembre si dovrebbe sapere), ma soprattutto poter contare sul concreto benestare dell’autorità di vigilanza SSM per l’uso di parte del buffer sul CET1 (capitale di qualità primaria) per attutire il colpo della ristrutturazione in corso senza aumento di capitale. Già i requisiti Pillar 2 di DB sono tra i più alti in Europa, il CET1 tra i più elevati tra banche comparabili.Secondo voci di mercato, non confermate, dovrebbe essere arrivata in questi giorni a Deutsche la lettera Srep che sembra guardare con occhio benevolo la ristrutturazione annunciata dal ceo Christian Stitching lo scorso 8 luglio. L’SSM conosce bene il piano perché la banca lo ha discusso e concordato con la vigilanza e se non fosse stato fattibile sarebbe stato bocciato sul nascere: invece è stato approvato e, per questo motivo, i requisiti di capitale potrebbero darlo per già attuato. DB ha già annunciato, ai supervisori e al mercato, che il CET1 potrebbe scendere fino a un massimo del 12,5% dal 13,4% del giugno 2019, rispetto all’11,81% indicato nel processo di revisione e valutazione prudenziale Srep 2019 (Supervisory Review and Review Course of) e al 13% inizialmente concordato con Bce.LEGGI ANCHE / Hsbc, Deutsche Monetary institution e le altre: in Europa 50mila bancari a rischioL’ambizione è di casa in Deutsche financial institution. Il colosso con un bilancio da circa 1.300 miliardi di asset totali, che viaggia in Borsa a 7,11 euro lentamente risalendo dal minimo storico in Borsa di 5,79 euro toccato il 3 giugno scorso ma lontanissima dai 17 euro di due anni fa, intende centrare tutti gli obiettivi del piano. Il fiato sul collo dell’SSM lo avrà, ma lo Srep 2020 dovrebbe consentire quei margini necessari alla ristrutturazione più grande nei 150 anni di storia della banca.Il piano, che nel secondo trimestre ha portato a una perdita netta di 3,5 miliardi e un primo taglio del CET1 dal 13,7% al 13,4%, deve andare avanti realizzando quanto promesso nella tabella di marcia verificabile costantemente dalla vigilanza, dove la riduzione dei RWA anno su anno che libera capitale deve riuscire a controbilanciare altro capitale che viene invece assorbito: progressi sul Piano sono attesi nel terzo trimestre (risultati annunciati il 30 settembre).
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