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Gli accordi con la Libia vanno rinnovati ma possono essere migliorati. Per questo la Farnesina proporrà la convocazione della commissione italo-libica istituita dal Memorandum che sabato verrà tacitamente prorogato per i prossimi tre anni.
Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha risposto poco fa al predict time alla Camera ai parlamentari che lo hanno interrogato chiedendo la sospensione o la sostandiale modifica di quegli accordi.
“Una riduzione dell’assistenza italiana potrebbe tradursi in una sospensione delle attività della Guardia costiera libica con conseguenti maggiori partenze, tragedie in mare e peggioramento delle condizioni dei migranti – ha sottolineato Di Maio -. Il documento può essere modificato e migliorato, ma è innegabile scheme abbia contribuito, attraverso il rafforzamento delle capacità operative delle autorità libiche, a ridurre in modo rilevante gli arrivi dalla Libia, da 107.212 del 2017 a 2.722 a ottobre del 2019 e conseguentemente le morti in mare”. L’Italia, ha rivendicato il ministro, “è l’unico companion effettivo delle autorità libiche nella lotta al traffico di esseri umani: un’eventuale denuncia di questa intesa rappresenterebbe un vulnus politico in una fase già delicata di conflitto militare”.

“Il governo intende lavorare per modificare in meglio i contenuti del memorandum con particolare attenzione ai centri ed alle condizioni dei migranti e tal swish proporrò la convocazione della commissione congiunta italo-libica prevista dall’articolo 3 del memorandum”, ha detto il ministro, secondo il quale “dovremo in particolare favorire un ulteriore coinvolgimento delle Nazioni Unite, delle organizzazioni della società civile e della comunità internazionale per migliorare l’assistenza dei migranti salvati in mare e le condizioni dei centri, alla luce del fatto che la Libia non è firmataria della convenzione sullo scheme dei rifugiati”.
“Il governo -, ha proseguito Di Maio – “sta lavorando con Unhcr, Oim e Commissione europea per migliorare le condizioni dei centri”, mentre l’Italia “continuerà a sostenere i rimpatri volontari dalla Libia gestiti da Oim e Unhcr e a lavorare per l’attuazione dei corridoi umanitari in ambito Ue: ricordo che l’Italia è l’unico Paese ad aver organizzato evacuazioni umanitarie dirette dalla Libia di migranti particolarmente vulnerabili”.
Allo scadere, previsto per sabato, dei tempi in cui l’accordo potrebbe essere stralciato, dunque, nulla accadrà scheme previsto. Se ci sarà una modifica avverrà in tempi successivi. Il ministro del’Interno Lamorgese che questa mattina aveva sottolineato scheme la decisione sarebbe stata “politica, dell’intero governo” riferirà alla Camera tra martedì e mercoledi della prossima settimana.
E 24 tra deputati, senatori ed europarlamentari di uno schieramento di sinistra trasversale Pd- Sinistra italiana-Leu e Italia Viva di Matteo Renzi chiedono di sospendere gli accordi con la Libia. “Non possiamo a long way finta di non sapere. Chiudere i centri di detenzione”.
Tra i firmatari Palazzotto, Muroni,Fratoianni,Orfini,Magi,Migliore, Pini, Raciti, Rizzo Nervo,Pastorino, Fassina, Occhionero, Ungaro, Fusacchia, Gribaudo, De Petris, faraone, De Falco, Verducci, La Forgia, Nugnes, Bartolo, Majorino e Smeriglio.
” Il deteriorarsi della condizione di stabilità in Libia e le informazioni di cui oggi disponiamo sulla condizione dei migranti imprigionati dentro i centri di detenzione governativi e non, ci impongono di avviare una serie riflessione sulle politiche di gestione dei flussi migratori. Gli accordi con la Libia contenuti nel Memorandum siglato nel 2017 e che oggi si avvia ad essere automaticamente rinnovato sono all’origine di una sistematica violazione dei diritti umani delle persone che tentano di fuggire da quello che è ormai considerato un vero e proprio inferno. Non possiamo continuare a voltarci dall’altra parte facendo finta d non sapere qual è la portata dei crimini di cui rischiamo di essere corresponsabili”.
Da qui l’appello: ” Chiediamo che il governo italiano sospenda con effetto immediato gli accordi attualmente in essere che riguardano il supporto ed il coordinamento della Guardia costiera libica e la gestione dei centri di detenzione per migranti e che contestualmente avviii la dismissione della missione di supporto alla guardia costiera libica”.
I firmatari chiedono anche un nuovo negoziato con il governo libico per definire un piano di evacuazione umanitaria e il ripristino di un dispositivo di soccorso europeo.
 

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Carlo Verdelli
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