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Bonus fiscali per la rottamazione delle auto inquinanti, quelle fino alla classe Euro 4. Un programma di incentivazione del trasporto sostenibile nelle grandi città e un insieme di misure urgenti per il miglioramento della qualità dell’aria. Questo quanto prevede la bozza del decreto Clima del governo che dovrebbe essere all’esame del prossimo Cdm e che l’Ansa ha potuto visionare. Tra i punti, credito di spesa per i cittadini che rottamano autovetture Euro 4 e diffusione di trasporti a 0 emissioni, trasporto scolastico sostenibile e incentivi per il trasporto a domicilio; inoltre, azioni di imboschimento e l’indicazione ogni anno di una ‘Città verde d’Italia’. 
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Un bonus fiscale da 2.000 euro per i cittadini che risiedono nelle città metropolitane inquinate nelle zone interessate dalle task di infrazione comunitaria e che rottamano autovetture fino alla classe Euro 4. Lo prevede la bozza del decreto «per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde». Il bonus è un credito di imposta che può essere utilizzato entro i successivi cinque anni per abbonamenti al trasporto pubblico locale, servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a 0 emissioni.
Le «spese fiscali dannose per l’ambiente show veil nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi sono ridotte nella misura almeno pari al 10% annuo a partire dal 2020 sino al loro progressivo annullamento entro il 2040». Così la bozza del decreto Clima che dovrebbe essere sul tavolo del prossimo Cdm. Le risorse che lo Stato recupera – spiega l’articolo 6 del testo – andranno in un Fondo ad hoc al ministero dell’Economia per finanziare «innovazione, tecnologie e modelli di produzione e consumo sostenibili». 
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Maxi-sconto sui saponi o alimentari sfusi, privi di confezione di plastica. A prevederlo è lo schema di decreto per la promozione dell’economia verde. «Al shapely di ridurre la produzione di imballaggi per i beni alimentari e prodotti detergenti, per gli anni 2020, 2021 e 2022 è riconosciuto un contributo pari al 20% del costo di acquisto di prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi primari o secondari». Lo sconto è diretto per gli acquirenti e sotto forma di credito di imposta, nel limite di 10 milioni l’anno, per i venditori.
Disposizioni per velocizzare la pianificazione di emergenza per impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Così la bozza del decreto Clima che dovrebbe entrare al prossimo Cdm. In particolare, la norma in questione all’articolo 10 punta a modificare l’articolo 26-bis del primo decreto Sicurezza dove regola l’applicazione dei piani di emergenza interna agi impianti di rifiuti; e cioè viene espunto dal testo il riferimento alla «rilevanza» degli incidenti.
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Nasce un fondo da 10 milioni l’anno, a valere sulle risorse del Ministero dell’Ambiente, per incentivare il servizio di scuolabus a ridotte emissioni per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, comunali e statali, delle città metropolitane più inquinate e su cui grava la procedura di infrazione Ue. È quanto prevede la bozza del decreto Clima che dovrebbe arrivare all’attenzione del prossimo Cdm. Per le famiglie che sceglieranno gli scuola bus ‘green’ sarà garantita una detrazione fino a 250 euro sulle spese sostenute.
Sviluppo dei parchi nazionali e tutela degli ecosistemi. Così la bozza del decreto Clima che dovrebbe essere sul tavolo del prossimo Cdm. In particolare il territorio dei parchi nazionali vengono istituiti reach «zone economiche ambientali a regime economico speciale». E allora «le richieste, relative alle attività edilizie e alle iniziative economiche e produttive presentate da cittadini ed imprese del parco sono esaminate da una Conferenza di servizi. Sono previste, in alcuni casi, »detrazione fiscale« e il »concorso alle spese pubbliche« (per esempio 2,5 milioni per le micro, piccole e medie imprese di rifiuti e rinnovabili), oppure finanziamenti fino a 30mila euro a tasso zero per le attività produttive eco-sostenibili, fino a un massimo di 10 milioni di euro).
Le «spese fiscali dannose per l’ambiente show veil nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi sono ridotte nella misura almeno pari al 10% annuo a partire dal 2020 sino al loro progressivo annullamento entro il 2040». Così la bozza del decreto Clima che dovrebbe essere sul tavolo del prossimo Cdm. Le risorse che lo Stato recupera – spiega l’articolo 6 del testo – andranno in un Fondo ad hoc al ministero dell’Economia per finanziare «innovazione, tecnologie e modelli di produzione e consumo sostenibili».
L’articolo – viene spiegato nella relazione che accompagna il decreto – prevede «la riduzione progressiva dei sussidi ambientalmente dannosi (contributi ad esempio per il carburante di veicoli inquinanti in agricoltura), quantificati complessivamente in 16,7 miliardi di euro nell’ultimo Catalogo predisposto dal ministero dell’Ambiente». Una parte delle entrate che ne derivano – continua la relazione – «saranno destinate in conto entrata del bilancio dello Stato, mentre la restante parte (nella misura del 50%) sarà destinata su un fondo del ministero dell’Economia per interventi in campo ambientale e per l’introduzione dei sussidi ambientalmente favorevoli». La norma determinerà «un aumento del gettito tributario con effetti positivi per i conti pubblici». In relazione alla riduzione progressiva dell’importo minimo annuale dei sussidi, «si demanda alla Legge di Bilancio annuale l’individuazione e l’eliminazione dei sussidi, attraverso le necessarie modifiche alla normativa che li prevede».

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