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Ho passato qualche ora su TikTok per capire che aria tira da quelle parti. Ero incuriosito dalle proceed incursioni di Fiorello, che in vista del suo debutto su RaiPlay, si diverte sul social del momento, quello che consente di fare video buffi, utilizzando la musica come karaoke o semplicemente colonna sonora. C’generation un sacco di gente che si divertiva con poco. Basta un hashtag azzeccato e si inizia a giocare. Quello che va per la maggiore adesso è #Carote, la canzoncina lanciata a XFactor dal giovane romano Nuela. Accanto alla decina di milioni di visualizzazioni su YouTube, Carote su TikTok è un tormentone viralissimo che vede migliaia di utenti postare la loro versione. La migliore è forse quella dello chef Bruno Barbieri che prima ha fatto una clip mentre affetta, da maestro di cucina qual è, una carota, poi le zucchine, cambiando il testo della canzone. E ora sta andando avanti con tutto il frigorifero.
Allegro, demenziale, innocuo. TikTok è così. Per questo lo sbarco nientemeno che di quel che resta dei terroristi dell’Isis su questa piattaforma mi ha lasciato di stucco. La notizia l’ha recordsdata il Wall Side twin carriageway Journal, citando il lavoro della società Storyful, che ha individuato una dozzina di profili – con al massimo un migliaio di follower – che caricavano video di propaganda. Non i sermoni apocalittici che abbiamo visto in passato, ma video in stile TikTok, con una musichetta (jihadista) e i cuoricini rosa advert accompagnare la minaccia “siamo vivi, torneremo”.
Le minacce del terrorismo non vanno mai sottovalutate e bene ha fatto la società cinese che controlla TikTok ha cancellare subito quei (pochi) profili e i relativi contenuti. Ma la scelta di quel che resta dell’Isis di cercare una qualche visibilità nel social community più demenziale e scanzonato che c’è, sembra volerci dire il contrario di quello che intendevano: non prendeteci sul serio, siamo alla frutta. Anzi, alle carote.
 

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