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IL FUTURO L’incontro nella sede di Confindustria Taranto con le aziende che rivendicano il pagamento delle fatture. Il governatore Emiliano: possibili anticipi dalla Regione ma molte rischiano di non avere i requisiti necessariEx Ilva, Conte: non accettiamo disimpegno, Mittal parli chiaro1′ di letturaLe imprese dell’indotto di ArcelorMittal che rivendicano il pagamento delle fatture minacciano di bloccare nelle prossime ore l’approvvigionamento delle materie prime. La posizione è emersa nel corso dell’incontro nella sede di Confindustria Taranto, a cui partecipa una folta delegazione di titolari delle imprese (che per protesta presidiano le portinerie dello stabilimento da una settimana), il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e gli altri sindaci dei comuni della provincia.La verifica sui crediti Fonti del gruppo siderurgico franco-indiano confermano che lunedì mattina il governatore Emiliano e gli appaltatori dell’indotto andranno nello stabilimento di Taranto per cooperare con l’azienda all’aggiornamento della contabilità, portando con sé la documentazione necessaria. Martedì mattina l’amministratore delegato ArcelorMittal, Lucia Morselli sarà a Taranto per incontrarsi con il presidente Emiliano e provare a chiudere così la vicenda. «Lo dico chiaramente – ha detto Emiliano – l’ambiente non è fiducioso nei confronti di questi impegni di ArcelorMittal, perché la multinazionale non è più un soggetto la cui parolaviene intesa da tutti noi come un impegno indefettibile. Purtroppo abbiamo dovuto imparare a diffidare di questi impegni».L’ipotesi di anticipazione dei fondi dalla RegioneLo stesso Emiliano ha spiegato che «già molte aziende dell’indotto rischiano di avere i documenti relativi alla bancabilità in disordine. Il che renderebbe complicata quella operazione che stiamo approfondendo di anticipare da parte della Regione i pagamenti. Questa operazione ha bisogno di un meccanismo contabile fondato su una garanzia che prevede che le aziende abbiano i requisiti perfetti di bancabilità. Se il tempo passa e nessuno li paga rischiano di perderli».
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