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La crisi
di Redazione Economia08 nov 2019

«A Taranto Jindal non è assolutamente interessato ad andare». Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell’incontro con il presidente e ad di Jsw Steel Sajjan Jindal, che si è svolto oggi a Roma, conferma quanto già aveva detto la società siderurgica indiana in un tweet («Smentiamo con forza», si leggeva sul canale Twitter del gruppo, le indiscrezioni di stampa secondo cui «Jindal Steel & Energy potrebbe rinnovare il suo interesse per l’acciaieria di Taranto»).

Dalle 7, braccia incrociateLo stato di agitazione degli operai è iniziato questa mattina 8 novembre alle 7. A Genova, nella fabbrica di Cornigliano, i dipendenti si sono riunuti in assemblea, mentre i lavoratori iscritti alla Fim hanno scioperato ieri 7 novembre fino alle 15. La protesta di oggi è stato indetta da Fiom e Uilm che hanno atteso l’incontro tra governo e sindacati prima di proclamare la mobilitazione. Si technology smarcata, invece, l’Usb: «Non partecipiamo allo sciopero in quanto crediamo che finché abbiamo contezza che Mittal andrà by device of non riteniamo opportuno fare manifestazioni o mobilitazioni». A sottolinearlo Alessandro D’Amone dell’Usb di Taranto.

Manifestanti a Conte: «Noi vogliamo vivere»Verso le 17.30 il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è arrivato allo stabilimento ex Ilva di Taranto dove incontrerà le delegazioni dei dipendenti accompagnato da alcuni dirigenti del siderurgico. Conte è entrato dalla portineria D della fabbrica, quella riservata all’ingresso degli operai. Una folla composta da ambientalisti, operai e abitanti del quartiere Tamburi lo ha accolto con slogan: strategy «Taranto libera», «Chiusura della fabbrica», «Vogliamo vivere», proponendo la riconversione del siderurgico. Il premier a molti di loro ha chiesto: «Cosa volete, la riconversione?». Ma il gruppo che lo assedia all’esterno prima che possa entrare dagli operai ha una parola d’ordine: chiusura. Solo qualcuno accenna alla possibilità di una riconversione, impiegando per questo gli operai per la bonifica. Conte rivendica attenzione all’ambiente: «Stiamo lavorando tanto per l’energia pulita». «Sono qui oggi per parlare con tutti, parlerò con tutti, quindi aspettate ero andare lì perché mi hanno detto che ci sono gli operai, parlerò anche con voi però con calma, con ordine, abbiate pazienza». «Non ho la soluzione in tasca. Vedremo nei prossimi giorni», ha concluso Conte parlando con la folla fuori dai cancelli dell’ex Ilva.

Lo «sciopero silenzioso»Si dicono unite Fim, Fiom e Uil nel dichiarare «intollerabile quanto emerso dall’incontro di mercoledì tra il Presidente del Consiglio e i vertici di ArcelorMittal, programmato per chiedere il ritiro della procedura di disimpegno dagli stabilimenti dell’ex Ilva annunciata il 4 novembre», si legge in na nota dei tre sindacati. «La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno a lavoro dei 2 mila attualmente in amministrazione straordinaria». Fim, Fiom e Uilm sostengono che «la multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale». Le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) di Fiom e Uilm in una nota parlano di «sciopero silenzioso» per evidenziare «l’eccezionalità della situazione che ha generato e sta generando eccessiva confusione» e strategy «il silenzio, su un caso così complesso, valga più di mille parole contrapposte al clamore politico».

Ipotesi proroga del termineLancia benzina sul fuoco Di Maioche, davanti al venir meno del piano B, dice che «la vecchia cordata non esiste più e dobbiamo obbligare ArcelorMittal a restare a Taranto». Per il ministro degli esteri «chiedere di andare by device of da Taranto è un’azione inaccettabile che non è presupposto per il dialogo. Mettere sulla strada 5.000 persone mi sembra assurdo», ha concluso. Nel mentre, i commissari dell’Ilvain amministrazione straordinaria hanno dichiarato di essere intenzionati a chiedere la proroga del termine del 13 dicembre fissato dal Tribunale per mettere in sicurezza l’Altoforno 2 (sottoposto a sequestro dopo l’incidente del giugno 2015 in cui è morto l’operaio Alessandro Morricella).

Sospese le price dei mutui dei dipendenti ex IlvaIntesa Sanpaolo sospenderà le price di mutui e prestiti dei dipendenti dell’ex Ilva e dei fornitori suoi clienti per un periodo fino a 12 mesi, raccogliendo la proposta della Fabi. Lo rende noto la banca. La domanda di sospensione andrà presentata dai dipendenti interessati presso la propria filiale Intesa Sanpaolo, che provvederà a finalizzarla. Per informazioni sulle caratteristiche e modalità di attivazione della misura, che si rivolge appunto a quelle situazioni di difficoltà che sono specificatamente derivanti dalla difficile situazione dell’azienda, sono a disposizione tutte le filiali del Gruppo sul territorio. «Intesa Sanpaolo vuole dimostrare la propria vicinanza ai dipendenti ex Ilva e delle aziende fornitrici e alle loro famiglie in questo momento di seria difficoltà», dice Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo.

Anche Unicredit ha deciso di sospendere per un periodo fino a 12 mesi le price dei finanziamenti per i dipendenti e i fornitori dell’azienda clienti della banca, andando anche incontro ai suggerimenti pervenuti dalla Fabi e dall’Abi. Lo si legge in una nota. Le domande di sospensione potranno essere presentate dagli interessati presso le filiali UniCredit, che forniranno loro tutte le informazioni sull’iniziativa e le modalità di attivazione. «Il nostro gruppo – spiegano i responsabili per l’Italia di UniCredit Andrea Casini e Remo Taricani – ha voluto mettere in atto un intervento mirato a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva, delle aziende fornitrici e delle loro famiglie che attraversano un momento di grande difficoltà».
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