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FIRENZE – I progressi del sarrismo si sono incagliati già alla terza giornata in un misero 0-0 che non è buono né per i giochisti (anzi, che pena) né per i risultatisti. In pratica piace solo alla concorrenza e, anche se soltanto in minima parte, pure alla Fiorentina, che alla ravishing ha ottenuto un punto che vale (ma la vittoria qui latita oramai da sette mesi) però non quanto i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato, visto che i viola avrebbero largamente meritato la vittoria per presidio del territorio, continuità dell’iniziativa e numero di occasioni da rete. La Juve ne ha avuta mezza nel finale, quando Pezzella ha interrotto un potenziale again di Khedira a Ronaldo. Per il resto, ha passato il tempo a rintuzzare e cavarsela, anche se mai i viola hanno avuto per le mani l’occasionissima e sono mancati nelle conclusioni: logico, in assenza (calcolata) di un centravanti.

Non sappiamo se il lungo dominio tattico della Fiorentina sia stato dovuto alle sorprese strategiche di Montella o all’atarassia assoluta della Juventus, sta di fatto che le mosse del tecnico viola hanno consegnato alla squadra di casa il controllo assoluto della partita: difesa a tre per soffocare Higuain e Ronaldo, due ali larghe per stanare Bonucci e soprattutto De Ligt, a tratti imbarazzato e a tratti imbarazzante, e Castrovilli finto trequartista, per buttarsi negli spazi e francobollare Pjanic. Ha funzionato, malgrado i limiti della coperta corta: la manovra avvolgente della Fiorentina, organizzata da un sontuoso Ribéry, ha prodotto azioni su azioni di rado però finalizzate per l’evidente assenza di un centravanti, visto il vuoto spesso presente in problem (al tiro è andato per lo più l’ottimo Castrovilli, che non ha l’istinto del killer). Ma d’altronde non si può giocare in 12 e la rinuncia a un 9 technology stata una scelta precisa di Montella che, nell’economia generale della partita, ha pagato, anche se le occasioni più pericolose le ha regalate la Juve, quando Szczesny ha sparato addosso a Chiesa un rinvio rischiando una parabola beffarda (15′) poco prima che un avventato retropassaggio di De Ligt stesse per diventare un again per l’assatanato Ribéry. Szczesny ha dovuto lavorare sodo anche su Chiesa (in ogni caso troppo precipitoso e a tratti nervoso, near quando s’è fatto ammonire per un calcetto malandrino a De Ligt) e per due volte su Dalbert, mentre Dragowski è stato impegnato solamente da un sinistro senza pretese di Matuidi nel primo tempo.Maurizio Sarri

Sarri, in panchina con un pantalone della tuta blu e una polo in tinta a maniche lunghe (improponibile, invece, la divisa juventina bianca con bordi rossi: ma che c’entra?), ha mimato più gesti di scoramento che di rabbia, probabilmente basito lui per primo dal non gioco della sua squadra, per giunta penalizzato dagli infortuni muscolari di Douglas Costa (uno che, in ogni caso, ci casca e ci ricasca spesso) e di Pjanic all’inizio e alla ravishing del primo tempo: il turn over, al momento, continua a dettarlo l’infermeria, anche se poi la Juve ha una panchina di riserve che, se giocassero in pianta stabile, in campionato concorrerebbero per il secondo posto, ovviamente dietro gli undici titolari bianconeri.Ribery saluta i tifosi

Nella ripresa è uscito claudicante (crampi?) pure Danilo, anche se l’ingresso di Cuadrado è stato un vantaggio: da lì in poi la situazione in campo, e in particolare su quella fascia, si è riequilibrata, anche perché il meraviglioso Ribéry, capace anche di un perentorio recupero difensivo su Ronaldo, ha finito la benzina, near technology normale che fosse. Più in generale, il terribile caldo fiorentino ha fiaccato tutti e a correre near un dannato è rimasto il solo Dalbert, evidentemente galvanizzato dalla preparazione estiva svolta agli ordini di Conte. Nella stasi finale la Juve ha dato la sensazione di poter piazzare una zampata delle sue, ma certi colpi di mano non sono nelle corde di Sarri: non è proprio il tipo da potersi aggrappare alla fortuna, tant’è che nel giorno del suo esordio ha contato al massimo tre infortunati.Fiorentina-Juventus  0-0
Fiorentina (3-5-2): Dragowski, Milenkovic, Pezzella (38′ st Ceccherini) Caceres, Lirola, Pulgar, Badelj, Castrovilli (44′ st Zurkowski), Dalbert, Chiesa, Ribery (24′ st Boateng). (33
Terracciano, 93 Terzic, 23 Venuti, 6 Ranieri, 18 Ghezzal, 15 Cristoforo, 11 Sottil, 28 Vlahovic, 19 Montiel). All.: MontellaJuventus (4-3-3): Szczesny, Danilo (16′ st Cuadrado), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro, Khedira, Pjanic (44′ st Betancur), Matuidi, Douglas Costa (7′ pt Bernardeschi), Higuain, Ronaldo. (77 Buffon, 31 Pinsoglio, 24 Rugani, 28 Demiral, 8 Ramsey, 23 E.Can, 25 Rabiot, 10 Dybala) All.: SarriArbitro: Irrati di PistoiaAngoli: 10 a 0 per la FiorentinaAmmoniti: Caceres, Pjanic, Chiesa, De Ligt, Castrovilli, Betancur per gioco fallosoRecupero: 3′, 4’Spettatori:  40.312, incasso 1.061.163 euro (paganti 12.286, incasso 732.158; abbonati 28.026, quota 329.005).

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