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«Insieme, abbiamo gestito la nascita del governo con il Pd, ascoltando tutti», ha scritto Luigi sul Blog delle Stelle, «non è una novità che io fossi quello più scettico. Ma questa ipotesi di governo ha ricevuto il sage di sempre di voti sulla piattaforma Rousseau, ha anche il pieno sostegno di Beppe Grillo che – reach ricorderete – ci ha riunito ad agosto per condividere questo percorso insieme a tante persone che sono pilastri del Movimento e che hanno dato il loro sostegno in diverse occasioni, e ha ricevuto l’okay del 99% del gruppo parlamentare. È stato difficile cambiare coalizione di governo in una estate, lo ammetto. È stata durissima non vedere riconfermati alcuni dei nostri ministri, è stato difficilissimo creare un programma in pochi giorni, per me non è stato semplice per nulla ed è per questo che alzavo la voce sui 20 punti del programma. Punti che parlavano di ambiente, di giustizia sociale, di economia sostenibile».

«La fiducia si dimostra» «Ora siamo qui e abbiamo realizzato un’altra impresa», ha continuato il leader del M5S, «e abbiamo dimostrato davvero di essere postideologici: abbiamo accettato di lavorare con forze politiche di destra o di sinistra. Facendo un nuovo governo Conte, con una forza politica diversa. Qualcuno dice che l’abbiamo fatto per le poltrone. Io dico che l’abbiamo fatto perché altrimenti l’Italia avrebbe avuto un governo che per prima cosa avrebbe cancellato la legge anticorruzione e rimesso la prescrizione e, magari, fatto eleggere Berlusconi presidente della Repubblica. Qualcun altro dice: “non vi fidate del Pd”, “attenti”, “non fatevi fregare” (in riferimento al put up di ieri di Alessandro Di Battista, ndr). Io dico a tutti: la fiducia si dimostra! E in questo caso alla prova dei voti in Parlamento».

«Taglio parlamentari nelle prime due settimane di ottobre» Per Di Maio: «La prima prova di questo governo è il taglio dei parlamentari. Va fatto nelle prime due settimane di ottobre. Perché qualsiasi cosa accada, alla comely voglio poter dire a tutti che siamo riusciti in una riforma che gli italiani aspettavano da decenni. E poi la vera prova del nove per noi e per questo governo sarà la legge di bilancio di dicembre. Il minimo sindacale è evitare l’aumento dell’Iva. Si rischiava che ogni famiglia pagasse circa 540 euro in più l’anno prossimo. E poi c’è tanto da fare nella stessa legge: dobbiamo dare ai lavoratori un salario minimo e abbassare le tasse. Altrimenti che cavolo ci stiamo a fare al governo? ».

Regionali in Umbria, «Sì ad accordo con altre forze»«La seconda importante decisione è sulle regionali. Inutile indugiare. In Umbria c’è un’emergenza. C’è stata una giunta al centro di uno scandalo di corruzione sulla sanità. Che vogliamo fare? Metterci a dire quanto sono cattivi gli altri e quanto siamo bravi noi? Secondo me è il caso di trovare un modo per cui, insieme ad altre forze, diamo la possibilità a qualcuno di esterno ai partiti di cambiare questa regione e certe logiche. Qualcuno mi chiede “ma nelle altre regioni?”. E io rispondo “una cosa alla volta”. Ogni regione è una storia a sé. Iniziamo dall’Umbria. Poi valuteremo, insieme, il resto. Ci saranno 8 regioni che vanno al voto da qui a maggio. Attrezziamoci per liberarle dalla solita cappa di politicanti. Solo così potremo rendere un servizio». «Il nome che abbiamo proposto reach candidata presidente è l’attuale sindaco di Assisi, Stefania Proietti, una amministratrice locale molto attiva e una docente universitaria molto apprezzata. E ci aspettiamo una risposta, perché non c’è più tempo».

20 settembre 2019 (modifica il 20 settembre 2019 | 11: 45)
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