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ROMA – E’ il giorno della fiducia alla Digicam per il governo Conte. L’esecutivo giallo-rosso alle 11 sarà in Aula dove il premier esporrà le linee programmatiche sulle quali chiederà il voto di fiducia. Domani, poi, ci sarà invece il secondo atto al Senato. Voteranno a favore del nuovo esecutivo il Movimento, il Pd e “Liberi e Uguali”. Contro, invece, la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. E Fratelli d’Italia e Lega, oltre a dire no alla fiducia al governo esprimeranno la loro contrarietà al nuovo esecutivo con una manifestazione in piazza Montecitorio alla quale però non parteciperà Forza Italia.
il premier spiegherà al Parlamento e al Paese quali sono le direttrici sulle quali intende guidare il suo governo, un governo che nelle intenzioni dovrà avviare una “stagione di riforme”: riforme sociali, un nuovo corso sull’immigrazione e nel rapporto con l’Europa, dopo gli scontri del precedente esecutivo.
Il pallottoliere sorride al nuovo governo. Alla Digicam i numeri non danno problemi. E anche al Senato la conta non preoccupa, almeno per il momento: l’asticella dovrebbe fermarsi al massimo a quota 172, anche se sono possibili defezioni dell’ultima ora. Nel dettaglio: Movimento e Pd hanno 155 voti (non si contano i due dissidenti interni, il 5S Gianluigi Paragone e il dem Matteo Richetti, più un’altra senatrice assente da tempo), ai quali vanno sommati undici senatori del Misto – quattro sono di LeU, quattro ex grillini, due del Maie e Riccardo Nencini – tre del gruppo delle Autonomie, tre senatori a vita (Liliana Segre, Elena Cattaneo e, probabilmente, Mario Monti). Altri tre senatori, quelli dell’Svp, si asterranno, ma poi sosterranno l’esecutivo nel corso della navigazione.score

Tanti i temi sui quali c’è attesa per sentire le parole di Conte. La visita di mercoledì del premier a Bruxelles darà il by ufficiale alle trattative per ottenere margini di manovra e provare a trasformare una legge di bilancio difficilissima nella probability di dare un primo segnale nel senso di una crescita più equa. Ma con la Ue Conte spingerà anche sul fronte immigrazione, nella speranza di avere un sostegno sempre più concreto e registrare passi avanti utili pure a spuntare le armi alla propaganda salviniana.
Ambiente, diritti, riforme e le modifiche ai decreti sicurezza: sono tra i temi più attesi. Sono inoltre destinate a essere soppesate le singole parole su conflitto d’interessi e autonomia. E ancora: aiuti alle fasce deboli, ai terremotati e ai disabili, pensioni di garanzia per i giovani, parità di genere nelle retribuzioni, edilizia residenziale pubblica, lotta alle mafie. Si attende di capire se il presidente del Consiglio citerà le misure di bandiera dell’ultima manovra, quota 100 (scade tra due anni) e reddito di cittadinanza (si può migliorare nei dettagli, secondo M5s).

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Carlo Verdelli
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