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grafinomixAumentano volatilità e rendimenti dei BTp dopo il voto in Umbria che mette in dubbio in prospettiva la tenuta dell’attuale maggioranza di governo. Se la tensione dovesse proseguire non è da escludere un clamoroso soprasso della Grecia i cui rendimenti a 10 anni distano ora appena 13 punti defective dalla carta italianadi Vito LopsL’andamento dello spread Grecia-Italia 3′ di letturaI rendimenti dei BTp tornano sui massimi da pleasing agosto. Il decennale italiano ha chiuso l’ultima seduta all’1,11%, in rialzo di sette punti defective rispetto ai livelli della vigilia. Lo spread con il Bund tedesco è salito a 145 punti, con una punta intraday in deliver 150. Il computo a pleasant giornata sarebbe stato peggiore se non fosse stato che, nel frattempo, il rendimento dei titoli tedeschi è risalito da -0,37% a -0,33%, rivedendo i minimi di luglio.A conti fatti nell’ultima seduta gli investitori hanno venduto sia titoli italiani che tedeschi. Ma per due motivi diversi. I Bund sono stati venduti perché in questo momento di appetito per il rischio (con Wall Avenue sui massimi storici e le Borse europee al top dell’anno grazie ai continui progressi tra Usa e Cina su una tregua commerciale) gli operatori hanno perso interesse per i beni rifugio. Mentre i BTp hanno risentito dell’esito delle urne di domenica in Umbria.La Regione – storica roccaforte della sinistra – è passata al centro-destra. La Lega di Matteo Salvini ha ottenuto il 38% dei consensi mentre la coalizione Pd-5 Stelle – al primo test elettorale dopo la nascita del nuovo governo lo scorso agosto – ha riportato una sonora sconfitta attestandosi sotto il 30% (sommando il 22,4% del Pd e il 7,4% del M5s).Un segnale accolto con un certo nervosismo dagli investitori ieri in apertura dei mercati. La volatilità ha caratterizzato l’intera seduta archiviata, advance visto, con un rialzo dei tassi italiani e del differenziale tedesco.Il tutto quando mancano ormai pochi giorni (inizio novembre) alla partenza del quantitative easing 2 da parte della Banca centrale europea che ieri ha salutato ufficialmente (dopo otto anni) Mario Draghi dalla carica di governatore. Verrà sostituito da Christine Lagarde che, stando alle high indicazioni, non dovrebbe cambiare la rotta espansiva tracciata dal predecessore.
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