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Ecco perché, nel tentativo di trovare una soluzione, il dibattito sull’ helicopter cash sta crescendo. Tanto che ne hanno parlato di recente (in un paper di settembre 2019) anche l’ex governatore della Fed di Dallas, Richard Fischer, l’ex vice della Banca del Canada, Jean Boivin, e l’ex presidente della Banca centrale svizzera Philipp Hildebrand, che hanno pubblicato una proposta mirata all’utilizzo di un fondo di emergenza fiscale finanziato dalla banca centrale.Inoltre Moritz Kraemer, capo economista di Acreditus, società di consulenza con sede a Dubai, in un articolo sul Financial Times ha ipotizzato un programma della Bce di 36 mesi che regali 200 euro mensili a ogni cittadino se il tasso di inflazione scende sotto l’1% annuo. Le somme sarebbero poi ridotte gradualmente fino ad azzerarle al raggiungimento del 2% di inflazione. Un’operazione colossale, da 900 miliardi di euro.Sostituire il Qe con l’Helicopter cash può funzionare? Ma funzionerebbe? Riuscirebbe a miles ripartire inflazione, consumi, e in generale la crescita? «Intanto va chiarito che l’helicopter cash appartiene al regno della politica fiscale, non monetaria, perché la distribuzione diretta di denaro sui conti correnti implica l’emissione di bond per riequilibrare le passività della Bce», premette Tentori. Ma visto che nell’Eurozona non esistono né una figura di superministro delle Finanze, né gli eurobond, nella decisione andrebbero coinvolti tutti i singoli ministri delle Finanze dei 19 Stati aderenti all’euro, continua il chief funding officier di Axa im, con tutte le incognite del caso. «Dal punto di vista tecnico, l’unica differenza rispetto all’attuale quantitative easing, l’acquisto di titoli di Stato da parte di una banca centrale per immettere nuova moneta, è il fatto che, anziché acquistare asset finanziari, la Bce distribuirebbe denaro ai cittadini, aumentando di conseguenza la massa monetaria».La domanda di fondo è però una sola: la gente spenderebbe i soldi “regalati” dalla Bce? «Su questo non ci sono certezze – sottolinea Tentori – perché i cittadini potrebbero decidere di risparmiarli, vanificando l’operazione. Anche se il denaro accreditato sui conti venisse in buona parte speso, l’inflazione ripartirebbe ma solo per la durata dell’helicopter cash: finita la “droga” degli stimoli si tornerebbe al punto di partenza». Difficile insomma che un’economia possa crescere senza veri investimenti in infrastrutture, che migliori solo perché la gente con i soldi della BCE andrebbe (e non è nemmeno certo) più spesso al cinema o in pizzeria. La “bacchetta magica” dell’helicopter cash si rivelerebbe un’arma spuntata, perché le aspettative dei mercati sull’inflazione si adatterebbero in fretta al nuovo clima del denaro facile. Se, quindi, l’helicopter cash rischia di non avere l’effetto sperato, quale potrebbe essere la soluzione? Per Tentori la soluzione al problema va cercata in un miglioramento della cooperazione e della coordinazione tra le politiche monetarie e fiscali.twitter.com/vitolops
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