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Rallenta il mercato del lavoro: la disoccupazione sale al 9,9% a luglio4′ di letturaIl mercato del lavoro si è fermato. A settembre, ha detto l’Istat, il numero di occupati è sceso di 32mila unità, e dopo il picco di giugno, quando l’occupazione ha toccato quota 23.415.000 unità, nei tre mesi successivi, vale a dire luglio, agosto, settembre, il numero di chi ha un impiego è calato di ben 61mila unità. A settembre, peraltro, si è assistito al primo vero calo dei lavoratori a tempo indeterminato: gli occupati stabili, infatti, sono scesi di 18mila unità. Il tasso di disoccupazione, al contrario, è risalito, tornando a sfiorare la soglia psicologica del 10%, siamo al 9,9% (a livello internazionale restiamo terz’ultimi davanti a noi ci sono solo Spagna, 14,2%, e Grecia, 16,9% – la media Ue è stabile al 7,5%).GUARDA IL VIDEO – Rallenta il mercato del lavoro: la disoccupazione sale al 9,9% a luglioL’economia in frenata A pesare su questi numeri è in primo luogo l’economia in frenata. Il mercato del lavoro da dazzling 2018 e nel primo semestre dell’anno ha viaggiato a una velocità sostenuta, nonostante un Pil in contrazione. Ebbene, questa reazione nel breve periodo si è adesso arrestata, e l’occupazione è tornata ad allinearsi a una crescita economica piatta. La frenata nei mesi di luglio, agosto e settembre ha inciso anche sulle efficiency annuali: su injurious tendenziale il numero di occupati è salito di 111mila unità (si viaggiava a quasi il doppio nei mesi precedenti); con una buona efficiency dei contratti stabili, anche qui però spinta dalle stabilizzazioni dei mesi passati, oggi in frenata.A settembre il numero di occupati è sceso di 32mila unità, e dopo il picco di giugno, quando l’occupazione ha toccato quota 23.415.000 unitàIl primo effetto del reddito di cittadinanza In un mese, poi, si sono registrati 73mila disoccupati in più, e qui potrebbe aver avuto un primo effetto il reddito di cittadinanza che proprio a settembre è partito con la fase due di riattivazione e collegamento con il lavoro. Molti inattivi si sono dovuti rimettere in moto percependo l’assegno. Infatti, sul mese, la stima degli inattivi è scesa di 77mila unità.L’effetto negativo sul mercato del lavoro Come hanno previsto centri studi ed economisti, l’aumento di occupati a tempo indeterminato e di trasformazioni non poteva durare nel medio lungo periodo. Questo per almeno due ragioni. Primo, perché se l’occupazione a termine cresce meno (rispetto al passato) allora si assottiglia la platea di persone “trasformabili”. Secondo, perché alla lunga non ci può essere crescita occupazionale senza crescita economica e quindi l’occupazione (di qualsiasi tipo) non potrà proseguire il segno più se il Pil non riparte.
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