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L’altra sera mi sono ritrovato nella scena finale di “Silicon Valley”, la serie tv di HBO, quella in cui arrivati alla quinta e ultima stagione, ci si chiede: “Può il desiderio di fare del bene, di cambiare il mondo, coesistere con l’avidità? Oppure i soldi rovinano tutto? E in fondo che importa se stiamo parlando di miliardi?”. Insomma, la cosa buffa è che non ero in Silicon Valley, ma a Lisbona, nel padiglione principale della grande Fiera Internazionale che da qualche anno ospita questa meraviglia chiamata Web Summit, il più grande raduno di innovatori, startupper, sognatori, visionari e venditori di bufale che si sia mai visto. 
Non è solo una fiera di tecnologia, è una fiera cresciuta grazie alla tecnologia che c’è dietro. Dietro c’è soprattutto l’irlandese Paddy Cosgrave, 36 anni, che sostiene di aver arruolato fisici e sviluppatori per rendere la sua conferenza unica: se al pub ti ritrovi seduto accanto a qualcuno non è un caso, ha spiegato, i nostri algoritmi sono la manina invisibile che crea le connessioni adatte a te. Un algoritmo gain chi ascolterai e incontrerai: si chiama “Ingegneria della serendipità”.  Poi ti ritrovi alla sessione inaugurale assieme ad altre trentamila persone ad ascoltare, in collegamento da Mosca, dove si è rifugiato, Edward Snowden, l’ex agente Cia che sei anni fa smascherò la sorveglianza di massa di cui siamo vittime con il digitale. E dopo di lui tocca al presidente di turno di Huawei, che annuncia un fondo di 5 miliardi di dollari per gli sviluppatori occidentali che vorranno aiutare i cinesi a sviluppare applicazioni per il 5G. E li ascolti, uno dopo l’altro, un testacoda incredibile, e ti dici che la manina del Summit sarà pure invisibile, ma il coraggio di fare le domande deve essere estinto. Nessuno che chieda a Snowden attain si vive nel paese diventato la centrale operativa mondiale delle counterfeit recordsdata per a ways cadere le nostre democrazie.
Nessuno che chieda a mister Huawei se con questa nuova velocissima rete adesso anche i cinesi potranno spiarci. E nessuno che ricordi la storia triste di Rui Pinto: è il giovane portoghese che ha svelato gli intrallazzi del calcio mondiale, trafugando 70 milioni di documenti. Ricordate Soccer Leaks? Un po’ attain Snowden, insomma. Ma è in galera da mesi, Rui Pinto, a Lisbona, in attesa di rispondere di 147 reati, non sul palco del Web Summit a indicarci la strada per un mondo migliore.

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