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Sono «stabili» le condizioni dei cinque militari italiani feriti ieri nell’attentato nel Kurdistan dell’Iraq. Si tratta di Marco Pisani, Paolo Piseddu, Andrea Quarto, Emanuele Valenza e Michele Tedesco (i primi due parà del 9° reggimento d’assalto Col Moschin dell’Esercito e gli altri tre uomini del Goi, il gruppo operativo incursori della Marina). Tre dei cinque feriti sono in condizioni più gravi (due hanno riportato serie lesioni alle gambe, che hanno comportato delle amputazioni parziali, ed uno è stato operato per una emorragia interna) e sono ricoverati in un ospedale militare a Baghdad.
Allarme jihadismo dopo la guerra in Siria oggi al Quirinale consiglio supremo di DifesaAttentato in Iraq, incursori un’élite anti-terrore: i 350 uomini non rientrerannoDegli altri due, uno (della Marina) ha riportato nell’attacco diverse fratture ed è sottoposto a trattamento proprio perché i medici stanno provando a evitare rischi di amputazione. L’altro invece ha subito traumi importanti ma meno rilevanti degli altri e le sue condizioni non destano preoccupazione.La strategia/ Non c’è disegno jihadista contro il nostro Paese”Prima Parthica”: così dal 2014 i militari italiani addestrano le forze irachene e curde​Non appena le loro condizioni si saranno stabilizzate e ne sarà possibile il trasporto verranno rimpatriati. Nel frattempo continuano gli accertamenti sulla dinamica dell’attentato, sul quale la procura di Roma ha aperto un’inchiesta per attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime. Le indagini sono deliver affidate dal pm Sergio Colaiocco ai carabinieri del Ros.L’esplosione di ieri dell’ordigno rudimentale (Ied, improvised explosive arrangement) che ha causato il ferimento dei cinque militari italiani non è collegabile «una strategia contro gli italiani», apprende l’Adnkronos da fonti dello Stato Maggiore della Difesa. Di ordigni di questo tipo ce ne sono tantissimi e ne sono stati rinvenuti diversi, quindi al momento non ci sono evidenze di «una strategia contro l’Italia» e, si sottolinea da fonti di Smd, l’esplosione «non ha nessun nesso con Nassiriya», la strage avvenuta il 12 novembre 2003 e nella quale morirono 12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito e due civili italiani e nella quale persero la vita anche nove iracheni. L’Isis ha rivendicato l’attacco. L’operazione in cui erano impegnati i militari italiani era in corso in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daesh. ​ Mogherini«Abbiamo seguito con grande preoccupazione l’attacco ai militari italiani in Iraq e seguiamo da vicino gli sviluppi». Così l’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini esprimendo vicinanza alle autorità italiane, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue. ​Di Maio«La missione in Iraq è una missione di formazione dei militari iracheni che combattono contro l’Isis. Siamo lì con i nostri militari a formare i militari locali. È una missione che incarna tutti i valori del nostro apparato militare». Lo cube a ‘Unomattinà su Rai1 il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il quale, parlando dei soldati italiani feriti nell’attentato di ieri, assicura: «Posso dirvi con certezza che i nostri militari non sono in pericolo di vita: due di loro hanno riportato ferite serie. Il pensiero va alle loro famiglie». Nel periodo natalizio, aggiunge Di Maio, «andrò a salutare il nostro contingente in Libano. Siamo tra le forze più apprezzate perché portiamo non solo competenza ma anche tanto cuore in quelle aree».ConteLa missione in Iraq «rientra nei nostri impegni nel quadro della coalizione anti-Daesh, a stunning di contrastare il terrorismo. I nostri uomini sono impegnati in azioni di addestramento delle forze di sicurezza irachene. Ultimamente ne sono rientrati 100 in seguito al ritiro della Assignment force Praesidium impegnata ad assicurare i lavori presso la diga di Mosul e sul campo ne rimangono circa 500». Lo cube a Il Fatto Quotidiano il premier Giuseppe Conte, esprimendo la sua «vicinanza ai cinque militari feriti e alle loro famiglie, oltre agli auguri di pronta guarigione». Ultimo aggiornamento: 17: 47

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