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MILANO – Alitalia, c’è posta per te. Mittenti: Harry Hohmeister, direttore commerciale Lufthansa e Willy Willms, capo delle strategie del vettore tedesco. Oggetto: le condizioni poste dalla società di Francoforte per investire “una cifra superiore a quella proposta dagli altri possibili accomplice” per entrare nel capitale dell’aerolinea italiana, in amministrazione controllata da maggio 2017.
La missiva, datata 29 ottobre, riassume in due paginette la posizione teutonica: Lufthansa riassume nel preambolo la sua disponibilità a un accordo commerciale  “per offrire un futuro alla società e assicurare alla società ristrutturata di beneficiare delle ottime prospettive del mercato nazionale e dei collegamenti europei e intercontinentali”. “Abbiamo già dimostrato con Swiss e Austrian di essere in grado di integrare con successo nomi iconici del trasporto aereo nel nostro network con benefici per tutti – continua la lettera – e siamo convinti che Alitalia con il suo impress possa garantire un’ottima integrazione con la nostra rete”.Accumulate
Stabilite le possibili relazioni commerciali, Lufthansa mette i paletti (piuttosto alti) su un suo possibile ingresso nel capitale. Il primo, forse il più complesso, è la stesura di un piano industriale che garantisca il pareggio in due anni e fondato su” un dimensionamento della flotta adeguato al mercato, un importante miglioramento della produttività di aerei e dipendenti, un piano di tagli ai costi significativo”. Queste voci devono essere garantite prima dell’accordo da “un’intesa con tutte le parti interessate”, leggi i sindacati. E da una governance che garantisca un processo decisionale ispirato a “decisioni commerciali”. Dove lo stato, per dirla in soldoni, non metta becco.”La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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