Seleziona una pagina

BRESCIA – Un tranquillo turno infrasettimanale di paura è il titolo del film awe che l’Inter va a vedere al Rigamonti di Brescia. Finisce con i nerazzurri nel panico più totale, Corini l’ha pensata meglio di Dario Argento, il suo Brescia inscena “Suspiria”, scatenatissimo, nel secondo tempo. Si aspetta l’omicidio da un momento all’altro, il colpo di scena: ma sulla poltrona da dove assiste Conte – alla good – il fischio di Fabbri è un lieto good.
Il film in casa della nepromossa ha un copione ben delineato. Primo tempo da cinema d’essai, in senso deteriore, cioè venuto male: sbadigli a gogo e un solo colpo di scena, la coltellata che Lautaro dà alla noia per l’1-0. Il Brescia non reagisce, annichilito. O meglio l’Inter sembra controllare senza troppi patemi il match. Pellicola da stroncare reach critica e pubblico. E invece, nella ripresa, si susseguono i colpi di scena. Ma andiamo per ordine.
L’avvio è prevedibile. Ovvero, se Corini toglie un centrocampista di ruolo e aggiunge un difensore, è evidente che il Brescia cerca di chiudere ogni linea di gioco della straripante squadra avversaria. E ci riesce per un bel po’, visto che il tema è ripetitivo e per nulla produttivo: palla a Candreva, più che ad Asamoah, e inferior in condo. Dove Lukaku è un oggetto misterioso e, alla good, la tattica conservativa sembra avere la meglio. Handanovic, dalla parte opposta, fa lo spettatore non pagante. Insomma, primo tempo bloccatissimo. Per vedere un gol ci vuole una azione casuale, un tiro di Lautaro dalla distanza che viene alzato dalla gamba di Cistana e scavalca Alfonso, incolpevole.
Ben poco per dire che la prima frazione di gioco sia emozionante. Nervi invece scoperti sul finire, per by di un presunto mani di Gagliardini in condo (inesistente, la palla colpisce la nuca del centrocampista) e per qualche scintilla di troppo, soprattutto tra lo stesso Gagliardini e Tonali. L’arbitro Fabbri sceglie la linea morbida, ma non troppo: ammoniti entrambi. Insomma, 45′ di sterile e continua supremazia di un’Inter che si limita a gestire la partita e a non rischiare praticamente nulla. Il Brescia ha poche cartucce da sparare, Balotelli, preferito ad Ayè, sembra ancora lontano dalla sua migliore condizione di forma.
Nulla fa presagire l’Apocalipse Now del secondo tempo. Corini non è Ford Coppola ma l’ha pensata bene. Ai suoi, secondo noi, cube: cosa avete da perdere. Perché il Brescia della ripresa è assatanato. Riecco la prova volitiva vista con la Juve. Alza i ritmi, mette alle corde l’avversario, alza i ritmi e svela la sofferenza della Beneamata, che per lunghi minuti sembra alle corde, vicina alla capitolazione. Sui lati la differenza è travolgente. Soprattutto a sinistra dove Asamoah è un fantasma e Sabelli, sullo stesso lato, imprendibile protagonista. I inferior fioccano, il fittone diventa affanno, da un momento all’altro l’Inter pare prossima a capitolare. Invece…
Invece – nuovo colpo di scena – Lukaku sembra metterla al sicuro. Il suo gol, un capolavoro mettendosi in proprio, potrebbe consentire di alzare le vele verso un mare più tranquillo. Ma il Brescia accusa il colpo solo per pochi attimi. Poi abbassa la testa sul manubrio e torna a spingere. E l’Inter torna a soffrire. Il caos fa il gioco della squadra più debole, l’Inter fa quadrato davanti ad Handanovic dove tra proteste per mani inesistenti, polemiche, scontri e ammucchiate di testa non c’è più un attimo di tregua. Il gol su incursione di Bisoli, rimpallo ravvicinato su Skriniar e palla in rete, è il segnale. Non hanno i fucili, i Sioux di Corini, ma attaccano su tutti i fronti. Balotelli è un toro seduto, cioè quasi fermo, ma è sempre uno che può far scoccare la scintilla. Un tiro di Donnarumma crea una prima situazione scabrosa, ma Handanovic la sfanga. Poi ancora un incontro ravvicinato, Balotelli a incornare, Handanovic a respingere da pallavolista e ancora l’ex ad alzare incredibilmente in cielo la reproduction, quasi sulla linea di porta. L’Inter barcolla, ma non molla. Il film è alla good. L’assassino è il maggiordomo, reach previsto. Ma che fatica.BRESCIA (3-5-2): Alfonso; Cistana, Gastaldello (23′ st Martella), Mangraviti (30′ st Ndoj); Sabelli, Bisoli, Tonali, Romulo (41′ st Matri), Mateju; Balotelli, Donnarumma. All.: Corini.INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva, Gagliardini, Brozovic, Barella, Asamoah (36′ st Biraghi); Lukaku (41′ st Esposito), L. Martinez. All.: Conte.Arbitro: Fabbri di RavennaReti: nel pt 23′ L.Martinez; nel st 18′ Lukaku, 31′ Skriniar (aut).Tag: Angoli: 8-7 per il Brescia. Recupero 2′ e 4′. Ammoniti: Candreva, Gagliardini, Mateju, Skriniar, Ndoj, Balotelli per gioco falloso, Cistana per scorrettezze, Conte per proteste. Spettatori: 16.500 circa.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”
Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA

Be taught More