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Serviziorapporto abiTra i bancari le quote rosa sono il 46,2% e negli ultimi vent’anni sono cresciute di oltre il 15%. Poche però le donne che hanno incarichi di verticedi Cristina CasadeiContratto bancari, più tutele per la clientela4′ di letturaIl rinnovo del contratto dei bancari sembra aver imboccato la sua strada e la trattativa serrata dei prossimi giorni dirà se Abi e i sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin) riusciranno a costruire un equilibrio sostenibile per tutti. Il presidente del Casl di Abi, Salvatore Poloni, spiega che le parti stanno «lavorando per cercare di avere il contratto entro la honest dell’anno. Tutte le trattative complesse hanno sempre un decollo complicato, gli argomenti sono tanti. Arriva il momento in cui si individuano i pilastri fondamentali, poi l’accelerazione viene spontanea. I tempi sono maturi per un’accelerazione».Ma quanti sono e chi sono i bancari che, insieme alle 348 imprese che conferiscono mandato di rappresentanza ad Abi, dovrebbero dire sì al nuovo contratto? Un’anticipazione del rapporto sul Mercato del lavoro del 2019 di Abi ci dice che la banca è oggi il settore della riscossa delle donne: le quote rosa, in vent’anni, sono cresciute di oltre il 15%. La strada per arrivare ai vertici sembra, però, ancora molto difficile per le donne che oggi sono solo il 15,9% dei dirigenti, in crescita rispetto all’1,8% del 1997.Il perimetro si restringe I bancari si sono ristretti a 288mila e il model dell’occupazione in banca è in calo costante già da alcuni anni: tra il 2017 e il 2018 è stato del 3,5%. Il 94,4% di loro ha in tasca almeno un diploma di scuola media superiore. Di questi il 42,3% ha una laurea, mentre l’1,6% ha conseguito un dottorato di ricerca o un master.Il 99% ha il posto fisso Chi lavora in banca ha un posto stabile: il contratto di lavoro a tempo indeterminato riguarda infatti il 99% dei lavoratori. Le assunzioni a tempo indeterminato comunque sono oltre la metà (56,2%) delle entrate dei lavoratori subordinati, a cui va aggiunto l’8,6% di assunzioni di apprendisti: il totale di assunzioni stabili è quindi il 64,8%. Advert essere assunti con contratto a tempo determinato è invece il 35,2% dei bancari. Tra i neoassunti e le fasce più giovani c’è una componente femminile predominante: una bancaria su tre ha meno di 40 anni, rispetto al 22% dei colleghi maschi, mentre se prendiamo chi ha più di 50 anni, allora il 46% sono uomini e il 33% donne.L’età media si alza Nell’ultimo decennio (2008-2018) l’età media di chi lavora in banca è aumentata di 4,5 anni, al punto che oggi ha raggiunto 47 anni. L’invecchiamento è stato di 2,4 anni per i dirigenti, di 3,9 anni per i quadri direttivi e di 4,4 per le aree professionali. Nonostante in banca ci sia stato un intenso passaggio generazionale, testimoniato dall’ampio ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà, attraverso il quale sono usciti oltre 70mila bancari, e dal ricorso al Fondo per l’occupazione con cui sono stati assunti 20mila giovani, c’è un progressivo invecchiamento della popolazione. Se nel 2008 gli below 35 erano oltre un quarto dei bancari oggi sono poco più di uno su dieci. Praticamente costante la fascia di chi ha tra i 36 e i 55 anni, mentre è pressoché triplicata quella degli over 55: erano l’8% nel 2008, oggi sono il 20,5%.
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