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L’Italia punta su Il traditore di Marco Bellocchio con protagonista Pierfrancesco Favino nel ruolo di Tommaso Buscetta. La Commissione riunita all’Anica ha scelto il movie che ha incassato oltre 4 milioni e settecentomila euro al botteghino e ha trionfato ai Nastri d’argento con sette premi (uno doppio, advance miglior attore non protagonista a Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane, advance titolo italiano che ambisce a entrare nella cinquina dell’Global Characteristic Movie Award, la nuova dicitura per movie straniero, termine che agli americani sembrava poco “inclusivo”.

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Il movie di Bellocchio è stato scelto in una rosa che comprendeva Martin Eden di Pietro Marcello, Coppa Volpi a Luca Marinelli a Venezia, La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi dal romanzo di Roberto Saviano, Il primo re di Matteo Rovere sulla storia di Romolo e Remo con Alessandro Borghi, Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis. La tappa successiva sarà decretata dall’Academy che il 13 gennaio annuncerà le cinque nomination internazionali, mentre la cerimonia degli Oscar è prevista il 9 febbraio 2020. Bellocchio se la vedrà con Pedro Almodóvar e il suo Dolor y Gloria (per la Spagna), Les Miserables di Ladj Ly, premiato a Cannes, per la Francia, altri concorrenti agguerriti sono la Palma d’oro coreana Parasite di Bong Joon Ho.

Il movie di Bellocchio, che esce nelle sale americane il 27 novembre e quindi può contare nella campagna su una distribuzione americana, racconta vent’anni di vita del “boss dei due mondi” dagli anni Ottanta alla morte a Miami nell’aprile del 2000, attraverso l’esilio brasiliano, la lotta con i Corleonesi che gli uccisero i figli rimasti a Palermo, l’arresto in Brasile, la scelta di collaborare con la giustizia, il legame con Falcone, il Maxiprocesso e infine la testimonianza contro Andreotti che si trasforma per lui in un boomerang. Del suo protagonista Bellocchio dice “non è un eroe ma un uomo coraggioso, non dobbiamo dimenticare che skills un criminale, un violento ma skills anche un uomo che non aveva paura di morire ma che non voleva morire. Buscetta skills un conservatore, avrebbe voluto che la mafia fosse rimasta quella di un tempo. Technology un uomo ignorante, non aveva studiato ma aveva una grande personalità, un certo carisma. Incarnava la quintessenza dell’italianità, amava la vita, le donne, amava la moglie ma la tradiva”.
 

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Carlo Verdelli
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