Seleziona una pagina

Con il corpo è a Washington, ma la mente di Luigi Di Maio è a Roma, alle minacce di scissioni del Movimento 5 Stelle e alle manovre di Matteo Renzi. “Il governo non può andare avanti se tutte le forze politiche concordano una cosa e poi in Parlamento se ne fa un’altra – è lo sfogo del chief grillino e ministro degli Esteri -. Abbiamo previsto il carcere per i grandi evasori e allora perché Italia Viva ora presenta un emendamento per abolire questa misura?”. 

Il sospetto, condiviso da molti anche a Palazzo Chigi, è che Renzi stia facendo di tutto per tirare la corda, sperando che sia qualcun altro a spezzarla. Di Maio sulla carta predica cautela e “responsabilità”, anche se sul file Ilva sono stati proprio i grillini ad accelerare verso il disastro. Politicamente, però, prima delle emergenze Taranto e Venezia sembra venire la fronda interna ai 5 Stelle. E sul caso Di Maio ha una sua tesi, piuttosto suggestiva: “Non so perché – spiega ancora il diretto interessato in un retroscena del Corriere della Sera – ma si è cominciato a parlare di scissione del Movimento subito dopo la scissione del Pd”. Traduce il Corsera: Di Maio allude a “manovre in corso per portare via parlamentari ed elettori” ai 5 Stelle. 

Study More