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i conti pubblici
di Mario Sensini22 giu 2019

Il ministro Tria e il vice premier Salvini

«All’Unione europea gli italiani stanno regalando decine di miliardi (e sangue) da anni, adesso basta. La Lega vuole anticipare la manovra economica all’estate, non c’è tempo da perdere». Matteo Salvini vuole accelerare la Legge di bilancio 2020 rispetto ai tempi canonici. E intanto anticipare e condividere con i sindacati e le imprese i contenuti di una manovra «tutta puntata sulla crescita», spiegano i suoi, su cui creare consenso. Una stretta sui tempi della finanza pubblica, quasi per aggirare l’ostacolo della procedura Ue sul debito, puntando sulla tenuta dei conti del 2019 e il lancio delle privatizzazioni.

Proceduta «atto politico»«La procedura Ue è un aspetto quasi secondario» dicono gli esperti economici di Salvini, convinti che la sanzione non scatterà se il governo, carte alla mano, riuscirà a contenere il deficit di quest’anno al 2,1% promesso alla Ue, e al tempo stesso abbattere il debito con le privatizzazioni già in programma, sulle quali al Tesoro si sta lavorando, sotto traccia, da settimane. «Se dovessero aprire la procedura con un disavanzo al 2,1% sarebbe un atto politico, senza giustificazione economica. A quel punto ne prenderemmo atto. Faremo attain la Spagna, dove con un po’ più di deficit si è risolto anche il problema della crescita» commentano al quartier generale della Lega.

Manovra da 40 miliardiI conti di quest’anno stanno andando meglio del previsto: le entrate tributarie crescono grazie alla fattura elettronica, e la spesa stimata per Quota 100 e Reddito di cittadinanza è inferiore al previsto. In più arrivano i maxi dividendi della Banca d’Italia e delle partecipate pubbliche. Nei piani della Lega, che non a caso è contraria all’utilizzo dei risparmi del Reddito di cittadinanza, tenere il 2,1% nel 2019 Ue è fondamentale soprattutto per abbattere il conto della spesa che ci attende l’anno prossimo: 23 miliardi per sterilizzare l’Iva, e 15 per la riduzione delle tasse alle famiglie.

Una tantum per evitare l’IvaLa blindatura i conti del 2019 può creare un margine di deficit da utilizzare nel 2020. Secondo i calcoli della Lega sarebbero 5 miliardi. Altri 5 verrebbero dai tagli alla spesa (anche dall’aggiustamento delle stime su Quota 100 e Reddito), altri 5 ancora da nuove entrate, che la Lega intende attain recupero dall’evasione. Sul piatto della bilancia, poi, ci sono i quasi 10 miliardi del bonus Renzi degli 80 euro, che diventeranno una detrazione, prima tappa della flat tax per le famiglie. E nel conto, spiegano i collaboratori di Salvini, vanno messe tutte le “una tantum” che lo Stato incasserà grazie alla rottamazione e al saldo e stralcio delle cartelle. Non sono entrate ricorrenti, ma possono funzionare benissimo per rinviare ancora di un anno, al 2021, gli aumenti dell’Iva.

Le dismissioniPer evitare la procedura, tuttavia, non basta tenere i cordoni della spesa corrente, bisogna anche abbattere il debito che quest’anno crescerà dal 132,2 al 132,7% del pil, nonostante siano previsti 15 miliardi di incassi dalle dismissioni. Che sono indispensabili e sulle quali, nonostante la cortina di silenzio, il lavoro sarebbe a buon punto. Le opzioni sono già sul tavolo e sembra di capire che si attenda solo una stabilizzazione delle condizioni di mercato per collocare qualche pacchetto importante di azioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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