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E assai più efficace sarà l’obbligo di pagamenti tracciabili per ottenere lo sconto: secondo i calcoli del governo, dovrebbe garantire 868 milioni.Ma, visto il clima nella maggioranza, il 2021 è lontano. E bastano le cifre dell’anno prossimo advert alimentare la tensione. Come l’anno scorso, a irrobustire la colonna delle entrate è prima di tutto l’intervento sulle tasse differite (Dta) delle banche, che porta 1,64 miliardi.La polemica politica, però, si concentra sulle nuove imposte più “popolari”: quella sulla plastica è chiamata a dare poco meno di 1,1 miliardi, mentre quella sullo zucchero vale il primo anno 233,8 milioni. Queste imposte, se funzionassero, dovrebbero ridurre il proprio gettito nel tempo, disincentivando i consumi “dannosi”. Ma secondo il governo questo non avverrà: perché i frutti della Plastic Tax salgono nel 2021 a 2,19 milardi, e tali rimangono anche nel 2022.Una piccola spinta aggiuntiva dovrebbe poi arrivare dalla Internet Tax. Che nei piani del governo non si accontenterà dei 600 milioni già messi a bilancio con la manovra dell’anno scorso, ma arriverà a quota 708 milioni. Poi ci sono le voci micro sul piano contabile, ma fastidiose su quello politico: la fusione della Tasi (integralmente deducibile) nell’Imu (deducibile in parte) porta 14,5 milioni all’anno, e l’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze immobiliari ne net 19 milioni.All’appello, ancora una volta, sono poi chiamati i fumatori: quelli fai da te, che comprano cartine e filtri, dovranno versare 30,6 milioni in più. E i loro colleghi di vizio, affezionati però ai prodotti già pronti, ne verseranno 88,4.
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