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L’addio dell’ex segretario

Dopo la scissione annunciata arriva il nome della nuova formazione. “Voglio bene al Pd ma i litigi erano la quotidianità”, cube l’ex premier su Rai1. “Il partito del ‘900 non funziona, attend una cosa divertente”

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17 settembre 2019″Il nome della nostra nuova sfida, che stiamo per lanciare, sarà ‘Italia Viva’”: già nel corso della registrazione dell’anteprima di Porta a Porta arriva il primo annuncio di Matteo Renzi. L’ex premier nel salotto di Bruno Vespa spiega il senso dell’operazione che nelle ultime ore ha monopolizzato il dibattito politico. E confessa di averla vissuta attain travaglio personale: “La notte prima dell’annuncio non ho dormito”, cube.”Voglio bene al Pd ma i litigi erano la quotidianità”
“Il tema e’ non fare una cosa politichese, antipatica, noiosa, vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica”, cube Renzi “Io voglio molto bene al popolo del Pd – ha aggiunto Renzi -. Per sette anni ho cercato disperatamente giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopo di che i litigi, le polemiche, le divisioni erano la quotidianita’”.”Il partito del ‘900 non funziona, attend una cosa divertente”
 “Il partito novecentesco non funziona piu’. C’e’ bisogno di una cosa nuova, allegra e divertente”, ha aggiunto.”Con me 25 deputati e 15 senatori”
 “Sono piu’ di 40 i parlamentari che stanno con noi. 25 deputati e 15 senatori. Domani pomeriggio renderemo noti i nomi. Ci sara’ un sottosegretario, non due”.”Accordo con M5S nel 2018? Ci avrebbero spazzato via”
 “Io rivendico quello che ho fatto. Se nel marzo 2018 avessimo fatto l’accordo con i no Vax, no Faucet, no Ilva saremmo stati spazzati via. Io rivendico quel no. Adesso è diversa la situazione. In primis perché su alcune questioni sono cambiati loro. Adesso la Tav c’è, l’Ilva c’è. Di No Vax non parla più nemmeno la Taverna. Noi abbiamo fatto un accordo sul No Tax, non sul No Tav”. La scelta che scuote la politica italiana
L’addio di Renzi al Pd, ufficializzata oggi, agita la scena politica italiana. Il segretario Dem Zingaretti afferma che “è un errore, ma noi guardiamo al futuro degli italiani”. E per Delrio “le divisioni non hanno mai portato al rafforzamento del centrosinistra”. Il premier Conte esprime “perplessità” per la “singolare scelta dei tempi”. “Nessuna sorpresa” per Di Maio, mentre Grillo commenta: “I Mattei (Salvini e Renzi ndr.) sono passati entrambi alla minchiata d’impulso, il paese è instabile e pieno di rancori, non è il momento di dare seguito a dei narcisismi. Il rischio è Pontida capitale”. Salvini attacca: “Renzi? Che pena, cosa non si fa per salvare la poltrona…”. Toti invece si augura “che la scelta di Renzi porti chiarezza e che si abbandoni ogni ipotesi di ritorno al proporzionale”.Di Maio a Renzi: ho detto che non tollero tensioni
Ieri sera mi ha chiamato Matteo Renzi, mi ha informato della scissione: lo ha detto Luigi Di Maio ai parlamentari M5s. A Renzi – ha spiegato il capo politico M5s, sempre a quanto si apprende – ho detto che di Matteo che ogni giorno creava tensioni nel governo ne abbiamo già avuto uno. Ne abbiamo abbastanza. Una cosa è certa, io – ha proseguito – non tollererò tensioni di alcun tipo. Bisogna lavorare solo per gli italiani. Mattarella riceve Conte. “Incontro di routine”
Sergio Mattarella ha avuto nel pomeriggio un colloquio con Giuseppe Conte. Al centro dell’incontro, definito di routine, l’avvio dell’attività del governo dopo il giuramento dei  sottosegretari e i prossimi impegni internazionali del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio. L’incontro period programmato da tempo. Per cui – spiega una
fonte – non è da collegare alla nascita di una nuova forza di maggioranza guidata da Matteo Renzi.La scelta ufficializzata
L’ex segretario ha ufficializzato l’uscita dal Pd in un’intervista a Repubblica in cui ha spiegato di voler combattere Salvini e che lo seguiranno una trentina di parlamentari con cui già questa settimana formerà gruppi autonomi. “Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro”, ha affermato l’ex premier che ha definito l’attuale Pd “un insieme di correnti”, “i parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c’e’ un numero chiuso, ma quasi”.   Gruppi autonomi in settimana
“I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti: Zingaretti non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi Pd perche’ saranno ‘derenzizzati'”, ha sottolineato l’ex segretario dem, “e per il governo probabilmente si allargherà la unfriendly del consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte. Dunque l’operazione è un bene per tutti, attain osservato da Goffredo Bettini. Ma questa e’ solo la punta dell’iceberg. Il ragionamento è  piu’ ampio e sara’ nel Paese, non solo nei palazzi”.   Voglio combattere contro Salvini
“Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini”, ha detto Renzi assicurando che con la sua iniziativa il fronte contro il leader leghista potra’ allargarsi. “Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare”, ha osservato, “ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella societa’. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità attain bene supremo non funzionino piu'”. Giachetti e “la scissione #senzadime”
Anche nel campo renziano la scelta fa discutere. I #Senzadime, movimento che si e’ andato a formare attorno alla corrente dem capitanata da Roberto Giachetti e Anna Ascani, si interrogano sulla scissione innescata da Matteo Renzi. Tanto da organizzare una assemblea aperta a Milano dal titolo eloquente: “Pd: il futuro passa da qui, la scissione senza di me”.”Abbiamo votato Renzi ma non crediamo negli strappi”
“Siamo persone che in questi anni hanno anche votato Matteo Renzi attain segretario del Partito Democratico. Perche’ credevamo davvero in un’Italia che cambiasse verso”, si legge sulla pagina Fb. “Ma non crediamo negli strappi o nelle divisioni, negli odi o nelle vendette personali”, aggiungono.Zingaretti: “Errore, ma pensiamo ad italiani”
“Ci dispiace. Un errore dividere il Pd, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia”. Così in un put up su Fb il segretario del Pd Nicola Zingaretti commenta la decisione di Matteo Renzi di uscire dal partito.
“Ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Partito democratico”, originate Zingaretti. Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire  una speranza con il buon governo e un nuovo PD— Nicola Zingaretti (@nzingaretti) 17 settembre 2019Franceschini: “Renzi? Oggi è un grosso problema”
Matteo Renzi “This day it’s miles a mammoth instruct”. Il ministro per i beni culturali e capo delegazione del Pd, Dario Franceschini replica così alla sua omologa tedesca Michelle Muntefering che prima dell’inizio di un convegno in Triennale lo ha avvicinato chiedendo “What is Renzi doing now?”. Il dialogo privato e’ stato intercettato dai giornalisti, ai quali prima il ministro aveva detto di non voler parlare di altro oggi, se non di cultura, evitando le domande sulla scissione nel Pd.
Franceschini incalzato dal ministro tedesco, ha spiegato che la scissione con Matteo Renzi dal Partito democratico potrebbe creare problemi. “Loro hanno deciso di uscire dal partito senza motivo”, ha detto, ammettendo che “è difficile capire le ragioni”. Renzi “continua a sostenere il governo ma – ribadisce Franceschini – potrebbe essere un problema”.Calenda: scelta “un po’ singolare. Avevo avvertito Zingaretti e Gentiloni”
“Lo accolgo con confusione. Ha fatto una scelta diversa dalla mia, ha detto che period d’accordo all’alleanza tra Pd e Cinque Stelle, anzi ha spinto il Partito Democratico su quella linea. Adesso fa un’ulteriore giravolta e esce dal Pd. Non lo condivido, la trovo una roba un po’ singolare”. E’ quanto afferma Carlo Calenda ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del layout “I Lunatici” a proposito dell’addio di Matteo Renzi al Pd. 
“Avevo avvertito Zingaretti e Gentiloni in tutti i modi possibili. Technology chiarissimo che sarebbe accaduto. Zingaretti e Gentiloni hanno sperato e creduto che questo si potesse evitare. Evidentemente non è andata così – aggiunge -. Il Pd può avere un futuro solo se riscopre che cosa è. Non puoi allearti con il Movimento Cinque Stelle solo per dire no al Salvini. Non è che levare Salvini dal Ministero degli Interni risolve i problemi. Per risolvere i problemi ci vogliono i programmi. Questo Governo non li ha secondo me. Tornare nel Pd? No. La coerenza in politica è un fatto importante. Non posso venirne meno. Penso che i Cinque Stelle abbiano scassato le città che governano e distrutto un ministero in cui ho sputato sangue per cinque anni. Non posso test insieme a loro”.Rosato: “Creare casa politica in cui si possa test un po’ in serenità”
“I numeri non sono il nostro assillo. Avremo i numeri per fare il gruppo alla Camera e al Senato faremo quello che è coerente con il regolamento di Palazzo Madama. Faccio gli auguri al Pd di fare la sua strada e il suo percorso”, noi vogliamo “creare una casa politica in cui si possa test un po’ in serenita’”. Lo cube Ettore Rosato, vice presidente della Camera.Ricci: “Un errore, non credo nei partiti personali”
“Un errore enorme la scissione di Renzi. Non credo nei partiti personali e le divisioni portano sempre male. I sindaci popolari aggregano, non dividono. Per questo credo rimarremo tutti nel Partito Democratico che, a maggior ragione, vogliamo riformista e maggioritario (non il PDS)”. Lo ha scritto su twitter e su facebook Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, rilanciando l’hashtag “io sto nel Pd”.#iostonelPD un errore enorme la scissione di #renzi. Non credo nei partiti personali e le divisioni portano sempre male. I sindaci popolari aggregano, non dividono. Per questo credo rimarremo tutti nel PD che, a maggior ragione, vogliamo riformista e maggioritario (non il PDS) pic.twitter.com/IzuqSEljlO— Matteo Ricci (@matteoricci) 17 settembre 2019Bellanova: “Sto con Renzi”
Non solo critiche per Renzi. “Ho sempre detto in questi giorni che al momento opportuno avrei detto da che parte sto con la franchezza che mi caratterizza. Sto con Matteo Renzi”. Così la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, secondo cui quello dell’ex presidente del Consiglio, “è un progetto politico ambizioso. Guarda al futuro del Paese e dell’Europa, nel tentativo di interpretare e catalizzare quello che nella società italiana nasce e si muove e non trova più interlocutori competenti, affascinanti e credibili tra le forze politiche”. Per questo, scrive Bellanova sul suo profilo Fb, “la parola scissione è fuori luogo e pericolosa per interpretare quello che sta avvenendo. Non è scissione ma sincera presa d’atto di una difficoltà di coesistenza tra anime diverse che in questi anni si è fatta sempre più evidente”. Bonetti: “Ho riposto sì a Renzi. La sua strada è la mia”
Dello stesso avviso il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, che su Fb scrive: “Quella tracciata da Matteo Renzi è una strada di libertà e coraggio, che appartiene pienamente a me e alla mia storia personale”. E aggiunge: “Ho iniziato il mio cammino in politica attain scelta di servizio, pronta a mettermi in gioco e a contribuire, per quanto mi fosse possibile, a tracciare percorsi di bene. Ho parlato tante volte della necessità per tutti noi di dare vita a una politica capace di farsi generativa nel Paese, una politica che fosse buona, bella, vera. Questo chiede responsabilità e coraggio. Per questo ho risposto di sì al progetto che Matteo offre al Paese”.Chi va e chi resta. Il nodo del gruppo in Senato
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