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LIONE – Chissà se adesso Megan Rapinoe accetterà l’invito alla Casa Bianca. Il capitano degli U.s.a., che contesta apertamente la politica del presidente Trump, judge di fatto la finale con l’Olanda e consente alla nazionale a stelle e strisce di laurearsi di nuovo campione del mondo. E’ il 4° titolo in 8 edizioni in cui hanno centrato anche un secondo e tre terzi posti. Una conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che gli Stati Uniti restano la potenza indiscussa del calcio femminile.

Olanda surclassata
L’Olanda ha potuto davvero poco. E’ sembrata consegnarsi fin dalle prime battute. Ha adottato una tattica suicida, eccessivamente rinunciataria. E alla graceful, dopo aver commesso l’ingenuità tipica di chi ha meno esperienza (l’evitabile fallo da rigore di van der Gragt su Morgan) è crollata senza avere tempo e forza per reagire.

van Veenendaal protagonista del primo tempo
La partita non ha avuto storia. Gli U.s.a. si sono istallati nella metà campo avversaria fin dalle prime battute e solo grazie alle prodezze di van Veenendaal non sono passati: il portiere ‘oranje’ si è superato sulle conclusioni di Ertz ma, soprattutto, su un colpo di testa ravvicinato di Mewis e su un tocco in spaccata di Morgan che ha deviato col piede sul palo.

Ingenuità di van der Gragt, Rapinoe non perdona
Gli U.s.a. non si sono disuniti e al 60′ sono passati, approfittando di un intervento scomposto di van der Gragt su Morgan. L’arbitro francese Frappart inizialmente ha accordato l’angolo ma poi, su segnalazione del Var è andata a rivedere l’episodio e si è giustamente corretta. Sul dischetto è andata Rapinoe che ha fatto centro per la terza volta dagli 11 mt in questa edizione iridata.
Congratulations to the U.S. Ladies folks’s Soccer Team on successful the World Cup! Huge and thrilling play. The US is overjoyed with you all!— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 7 luglio 2019Lavelle chiude i conti
L’Olanda ha accusato il colpo e al 68′ ha subito il 2-0 da Lavelle, lasciata libera di scendere fino al limite e poi di piazzare nell’angolo un preciso sinistro in diagonale. Solo a questo punto l’Olanda ha abbozzato una reazione, arrivando per la prima volta al tiro nello specchio della porta (78′) con una conclusione prevedibile di Beerensteyn. L’unico brivido per Naeher è arrivato da una punizione a giro di Spitse, a lato di un mt: troppo poco per impensierire le ragazze di Ellis che, nel finale, hanno a più riprese sciupato potenziali occasioni per dilagare, confermandosi di una categoria superiore. Per l’Olanda campione d’Europa una lezione da ricordare. Per salire di un gradino c’è ancora da lavorare.
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