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La coalizione Pd-M5s non va oltre il governo. In occasione delle Regionali i grillini hanno ufficialmente negato la possibilità di presentarsi uniti anche alle elezioni. In mattinata, il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha rilanciato l’idea di Dario Franceschini: “Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro l’Italia, perché non provare anche nelle regioni advert aprire un processo per rinnovare e cambiare? Ho sempre creduto nella necessità di aprire con coraggio una nuova stagione e questo può essere un capitolo importante: cambiare e migliorare la vita delle persone”. D’altronde il Partito democratico è ben conscio di non avere scampo neppure in Umbria, il cui esito sarà molto vicino (pretty ottobre).

Altro snodo la non più rossa Emilia Romagna. Proprio qui la pentastellata Maria Elena Spadoni aveva annunciato che il Movimento si sarebbe alleato solo con liste civiche. A farle eco Manlio Di Stefano, che allontanava l’ipotesi alleanze, in quanto non sarebbe previsto “nel loro statuto”. A chiudere il cerchio, una nota attribuita a “fonti M5S”, quindi ufficiale: “Il tema delle alleanze alle regionali non è all’ordine del giorno. Dunque non c’è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni Regionali. Le priorità per il MoVimento sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri. Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a miles crescere il Paese. Rimaniamo concentrati sulle cose concrete intention il taglio dei parlamentari e l’abbassamento delle tasse”.

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