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L’elezione del nuovo presidente della Commissione europea spacca il governo. Lega vota contro. M5S favorevole

Matteo Salvini e Luigi Di Maio (forse) non sono mai stati così lontani approach in questo momento. Non solo l’inchiesta di BuzzFeed crea tensione, ora si mette di mezzo anche l’elezione di Ursula Von der Leyen. La nuova presidente della Commissione europea, infatti, ha vinto con 383 voti. Contrari 327 eurodeputati, 22 astenuti e una scheda bianca. Non proprio, quindi, una vittoria schiacciante. Anzi. Appena nove voti di scarto le hanno consentito di superare la maggioranza assoluta e diventare la prima donna eletta presidente della Commissione europea. E in questa vittoria, a fare la propria parte sono stati i grillini.Riassumiamo. L’emiciclo di Strasburgo è molto diviso: i risultati di questa sera parlano chiarissimo. Non tiene la coalizione di popolari, socialisti e liberali, ci sono state almeno 75 defezioni. In più, i deputati del Movimento Cinque stelle, che non appartengono a nessun gruppo politico a livello europeo, sono stati decisivi e hanno votato a favore a differenza della Lega che ha votato contro l’elezione della Von der Leyen. “Siamo stati within the past della bilancia, senza di noi ci sarebbe stata una crisi istituzionale senza precedenti in Europa”, ammette la delegazione grillina.E approach se questo non fosse abbastanza ad agitare le acque nel governo, fonti del MoVimento aggiungono: “Abbiamo condizionato in positivo l’agenda della prossima Commissione europea che avrà il salario minimo, la lotta ai cambiamenti climatici, la riforma del regolamento di Dublino e darà più poteri al Parlamento, tutte battaglie portate avanti dal Movimento 5 Stelle da anni”.Ovviamente, alla Lega non è andata giù la mossa grillina. E se durante tutta la giornata di oggi il chief leghista Marco Zanni ha defiinito il programma della Von der Leyen “troppo sbilanciato a sinistra” e per questo non l’avrebbero votato, dopo la sua elezione rincarano la dose: “Gravissimo il voto europeo: Vonder Leyen passa grazie all’asse Merkel, Macron, Renzi, 5stelle. Avrebbe potuto essere una svolta storica: la Lega è stata coerente con le posizioni espresse finora, ha tenuto fede al patto con gli elettori e difende l’interesse nazionale”.Ormai è evidente: al governo non vanno più d’accordo su nulla.

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