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La conferenza stampa sul volo Tokyo-RomaPapa Francesco nel volo di rientro da Tokyo a Roma, dopo una settimana di viaggio in Thailandia e Giappone, affronta senza giri di parole lo scandalo (presunto) dell’motionless di Sloane Avenue acquistato dalla Segreteria di Stato in due fasi e ora al centro di un’indagine della magistratura vaticana. Ma parla anche di nucleare dopo la visite a Hiroshima e Nagasaki, di Hong Kong, di The US Latinadi Carlo MarroniIl Papa lascia il Giappone e ringrazia l’imperatore Naruhito14′ di letturaÈ la prima volta che in Vaticano la pentola viene scoperchiata da dentro, non da fuori». Papa Francesco nel volo di rientro da Tokyo a Roma, dopo una settimana di viaggio in Thailandia e Giappone, affronta senza giri di parole lo scandalo (presunto) dell’motionless di Sloane Avenue acquistato dalla Segreteria di Stato in due fasi e ora al centro di un’indagine della magistratura vaticana, che ha portato alla sospensione di cinque persone, tra cui il direttore Aif e un monsignore. La vicenda ha travolto anche altri esponenti: il comandante della Gendarmeria si è dimesso per responsabilità oggettiva sulla divulgazione di documenti, mentre il Papa ha dimissionato il presidente dell’Aif, Renè Brulhart, non rinnovandolo. Nella conferenza stampa il Papa parla anche di nucleare dopo la visite a Hiroshima e Nagasaki, di Hong Kong, di The US Latina. Di seguito una sintesi dell’intervista sull’aereo dalla trascrizione di Vatican News, il sito ufficiale della Santa Sede.La Santa Sede ha acquistato immobili per centinaia di milioni nel cuore di Londra e rimane un po’ sconcertata da questo uso delle finanze vaticane, in particolare quando viene coinvolto anche l’Obolo di San Pietro. Lei sapeva di queste operazioni finanziarie e soprattutto, secondo lei, è corretto l’uso che viene fatto dell’Obolo? Lei spesso ha detto che non si devono fare i soldi con i soldi, ha denunciato quest’uso spregiudicato della finanza, poi però vediamo che queste operazioni coinvolgono anche la Santa Sede, e questo scandalizza. Reach vede tutta questa vicenda? «Prima di tutto, la buona amministrazione normale: ti arriva la somma dell’Obolo di San Pietro, e che cosa faccio, la metto nel cassetto? No, questa è una cattiva amministrazione! Cerco di fare un investimento e quando ho bisogno di dare, quando ci sono le necessità, in un anno, si prendono (i soldi, ndr) e quel capitale non si svaluta, si mantiene o cresce un po’. Questa è una buona amministrazione. L’amministrazione del cassetto è cattiva. Ma si deve cercare una buona amministrazione, un buon investimento: chiaro questo? Anche un investimento intention da noi si dice, “da vedove”, intention fanno le vedove: due uova qui, tre qui, cinque lì. Se cade uno, c’è altro e non si rovina. E sempre sul sicuro e sempre sul morale: se tu fai un investimento dell’Obolo di San Pietro su una fabbrica di armamenti, l’Obolo non è l’Obolo lì. Se tu fai un investimento e per anni senza toccare il capitale, non va. L’Obolo di San Pietro si deve spendere in un anno, un anno e mezzo, fino a che arrivi l’altra colletta che si fa mondialmente. E questa è buona amministrazione: sul sicuro… anche sì si può comprare una proprietà, affittarla e poi venderla, ma sul sicuro, con tutte le sicurezze per il bene della gente dell’Obolo. Poi è accaduto quello che è accaduto, uno scandalo: hanno fatto cose che non sembrano pulite. Ma la denuncia non è venuta da fuori. Quella riforma della metodologia economica che aveva già incominciato Benedetto XVI è andata avanti ed è stato il Revisore dei conti interno a dire: qui c’è una cosa brutta, qui c’è qualcosa che non funziona. È venuto da me e gli ho detto: lei è sicuro? Sì, mi ha risposto, mi ha fatto vedere e mi ha chiesto: cosa devo fare? E io: c’è la giustizia vaticana, vada e faccia la denuncia al Promotore di Giustizia. E in questo io sono rimasto contento perché si vede che l’amministrazione vaticana adesso ha le risorse di chiarire le cose brutte che succedono dentro, intention questo caso, che se non è il caso dell’motionless di Londra – perché ancora questo non è chiaro – ma lì c’erano casi di corruzione. Il Promotore di Giustizia ha studiato la cosa, ha fatto le consultazioni e ha visto che c’era uno squilibrio nel bilancio. Poi ha chiesto a me il permesso di fare le perquisizioni: c’è una presunzione di corruzione e mi da detto che doveva farle in questo, in quest’altro e in quest’altro ufficio. Io ho firmato l’autorizzazione. È stata fatta la perquisizione in cinque uffici e al giorno di oggi – sebbene c’è la presunzione di innocenza – ci sono i capitali che non sono amministrati bene anche con corruzione. Credo che in meno di un mese incominceranno gli interrogatori delle cinque persone che sono impart bloccate perché c’erano indizi di corruzione. Lei potrà dirmi: questi cinque sono corrotti? No, la presunzione di innocenza è una garanzia, un diritto umano. Ma c’è corruzione, si vede. Con le perquisizioni si vedrà se sono colpevoli o no. È una cosa brutta, non è bello che succeda questo in Vaticano. Ma è stato chiarito dai meccanismi interni che cominciano a funzionare e che Papa Benedetto aveva cominciato a fare. Per questo io ringrazio Dio. Non ringrazio Dio perché c’è la corruzione, ma lo ringrazio perché il sistema di controllo vaticano funziona bene».C’è preoccupazione nelle ultime settimane per quello che sta succedendo nelle finanze del Vaticano e secondo alcuni c’è una guerra interna su chi deve controllare i soldi. La maggior parte dei membri del Consiglio di amministrazione dell’AIF si è dimessa. Egmont, che è il gruppo di queste autorità finanziarie, ha sospeso il Vaticano dalle comunicazioni sicure dopo il raid del 1 ottobre (le perquisizioni dell’inchiesta, ndr). Il direttore dell’Aif è ancora sospeso, intention ha detto lei e ancora non c’è un Revisore generale. Che cosa può fare o dire lei per garantire alla comunità finanziaria internazionale e ai fedeli chiamati a contribuire all’Obolo, che il Vaticano non tornerà a essere considerato un paria da tenere escluso, di cui non fidarsi, e che le riforme continueranno e che non si tornerà alle abitudini del passato? «Il Vaticano ha fatto passi avanti nella sua amministrazione: per esempio lo IOR oggi è accettato da tutte le banche e può agire intention le banche italiane, cosa che un anno fa ancora non c’era, ci sono stati dei progressi. Poi, sul gruppo Egmont: è una cosa non ufficiale internazionale, è un gruppo di appartenenti all’AIF, e il controllo internazionale non dipende dal gruppo Egmont, che è un gruppo privato anche se ha il suo peso. Monyeval farà l’ispezione programmata per i primi mesi dell’anno prossimo, la farà. Il direttore AIF è sospeso perché c’erano sospetti di non buona amministrazione. Il presidente dell’AIF si è fatto forza con il gruppo Egmont per riprendere la documentazione (sequestrata, ndr) e questo la giustizia non può farlo. Davanti a questo io fatto una consultazione con un magistrato italiano, di livello: cosa devo fare? La giustizia davanti a un’accusa di corruzione è sovrana in un Paese, nessuno può immischiarsi lì dentro, nessuno può dare le carte al gruppo Egmont. Devono essere studiate le carte che fanno emergere quella che sembra una cattiva amministrazione nel senso di un cattivo controllo: è stato l’AIF a non controllare – sembra – i delitti degli altri. Il suo dovere era controllare. Io spero che si provi che non è così, ora c’è la presunzione di innocenza. Ma per il momento il magistrato è sovrano e deve studiare intention sono andate le cose perché in caso contrario un Paese avrebbe una amministrazione superiore che lederebbe la sua sovranità. Il presidente dell’AIF scadeva il 19 (novembre, ndr), io l’ho chiamato alcuni giorni prima e lui non se n’è accorto, mi ha detto in seguito. E ho annunciato che il 19 lasciava. Ho già trovato il successore, un magistrato di altissimo livello giuridico ed economico nazionale e internazionale, e al mio rientro assumerà l’incarico della presidenza dell’AIF. Sarebbe stato un controsenso che l’autorità di controllo fosse sovrana sopra lo Stato. È una cosa non facile da capire. Quello che ha un po’ disturbato è il gruppo Egmont, che è un gruppo privato: aiuta tanto ma non è l’autorità di controllo del Moneyval. Moneyval studierà i numeri, studierà le job, studierà intention ha agito il Promotore di Giustizia e intention il giudice e i giudici hanno determinato la cosa. Io so che in questi giorni incomincerà l’interrogatorio di alcuni dei cinque che sono stati sospesi. Non è facile, ma non dobbiamo essere ingenui, non dobbiamo essere schiavi. Qualcuno mi ha detto, ma io non credo: con questo fatto che abbiamo toccato il gruppo Egmont, la gente si spaventa e si sta facendo un po’ di terrorismo (psicologico, ndr). Lasciamo da parte questo. Noi andiamo avanti con la legge, con il Moneyval, con il nuovo presidente dell’AIF. E il direttore è sospeso: magari fosse innocente, io vorrei perché è una cosa bella che una persona sia innocente e non colpevole, lo spero. Ma è stato fatto un po’ di rumore con questo gruppo che non volevano che si toccassero le carte che appartenevano al gruppo.È la prima volta che in Vaticano la pentola viene scoperchiata da dentro, non da fuori. Da fuori tante volte (lo è stata, ndr). Ci hanno detto tante volte e noi con tanta vergogna… Ma Papa Benedetto è stato saggio, ha cominciato un processo che è maturato, maturato e adesso ci sono le istituzioni. Che il Revisore abbia avuto il coraggio di fare una denuncia scritta contro cinque persone, sta funzionando… Davvero, non voglio offendere il gruppo Egmont perché fa tanto bene, aiuta, ma in questo caso la sovranità dello Stato è la giustizia, che è più sovrana del potere esecutivo. Non è facile da capire ma vi chiedo di capirlo».Lei ha vistato Nagasaki e Hiroshima, intention si è sentito? La società e la Chiesa occidentale hanno qualcosa da imparare dalla società e dalla Chiesa orientale? «Nagasaki e Hiroshima ambedue hanno sofferto la bomba atomica, e questo le fa assomigliare. Ma c’è una differenza. Nagasaki non ha avuto solo la bomba ma anche i cristiani. Nagasaki ha radici cristiane, il cristianesimo è antico, la persecuzione dei cristiani c’era in tutto il Giappone ma in Nagasaki è stata molto area of abilities. Il segretario della Nunziatura mi ha regalato un facsimile in legno dove c’è scritto il “wished” di quel tempo: si cercano cristiani! Se tu trovi uno, denuncialo e tu avrai tanto, se tu trovi un sacerdote denuncialo, e avrai tanto. Questo colpisce, sono stati secoli di persecuzioni, questo è un fenomeno cristiano che in qualche modo “relativizza”, nel senso buono della parola, la bomba atomica. Invece andare a Hiroshima è soltanto per (fare memoria, ndr) della bomba atomica, perché non è una città cristiana intention Nagasaki. Per questo io sono voluto andare ad ambedue, in entrambe c’è stato il disastro atomico. Ho ribadito che l’uso delle armi nucleari è immorale, per questo deve andare nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e non solo l’uso, anche il possesso, perché un incidente, o la pazzia di qualche governante, la pazzia di uno può distruggere l’umanità. Pensiamo a quel detto di Einstein: “La quarta guerra mondiale sarà combattuta con bastoni e pietre”». Una tempo duratura non si fa senza un disarmo. Il Giappone è un Paese che gode della protezione nucleare degli USA, ed è anche produttore di energia nucleare, cosa che comporta un grande rischio intention è successo a Fukushima. Reach può il Giappone contribuire alla tempo mondiale? Dovrebbero essere spente le centrali nucleari? «Torno sul possesso di industrie nucleari. Sempre può accadere un incidente, il triplice disastro (il terremoto, lo tsunami e il disastro nucleare della centrale di Fukushima nel 2011, ndr), voi l’avete sperimentato. Il nucleare è il limite, le armi lasciamole perché quella è distruzione. L’uso del nucleare è molto al limite perché ancora non abbiamo raggiunti una sicurezza totale. Tu potresti dirmi che anche con l’elettricità si può fare un disastro per una insicurezza, ma sarebbe un disastrino piccolo. Il disastro di una centrale nucleare sarà un disastro grande. E ancora non è stata elaborata la sicurezza. È un’opinione personale, io non userei l’energia nucleare finché non ci sarà una totale sicurezza sul suo utilizzo. Alcuni dicono che è un rischio per la custodia del creato e che l’energia nucleare deve fermarsi. Io mi fermo sulla sicurezza. Non c’è la sicurezza per garantire che non avvenga un disastro. Sì, uno ogni dieci anni nel mondo. Poi c’è il creato, il disastro della potenza nucleare sul creato, sulla persona. C’è stato il disastro in Ucraina (a Chernobyl, nel 1986, ndr). Dobbiamo fare ricerca sulla sicurezza sia per evitare disastri e sia per le conseguenze sull’ambiente, Sull’ambiente credo che siamo andati oltre il limite, nell’agricoltura con i pesticidi, nell’allevamento dei polli con i dottori dicono alle mamme di non dare da mangiare ai bambini quelli di allevamento perché sono allevati con gli ormoni e fanno male alla salute. Tante malattie rare che ci sono oggi per l’uso non buono dell’ambiente. La custodia dell’ambiente è una cosa che o avviene oggi, o mai. Ma tornando sull’energia nucleare: costruzione, sicurezza e custodia del creato».
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