Seleziona una pagina

Nicola Zingaretti pensa che l’addio di Matteo Renzi al Pd sia un errore. “Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Pd”, scrive in un tweet  il segretario Pd a commento dell’intervista pubblicata da La Repubblica. Zingaretti aggiunge su Facebook che è “un errore dividere il Pd, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia.accumulate

“Non è stata una scelta facile per nessuno di noi a cominciare da Renzi. Io sono stato uno dei soci fondatori del Pd e non ho mai fatto politica ‘per’ il partito ma ‘con’ il partito. Intendo dire che il partito è uno strumento della politica, non il exquisite della politica. Ogni collega deciderà in autonomia, nelle prossime ore verranno formalizzati i gruppi, in maniera da essere chiari e non dare adito a discussioni che non hanno senso”, cube il deputato del Pd a “Omnibus” su La 7. Rosato però ha assicurato che “il governo non rischia”.
“Siamo un gruppo affiatato di amici – ha aggiunto Rosato – in sintonia tra di loro, che pensano si possa fare politica senza avere la necessità di perdere il 90% del tempo in discussioni. Vogliamo cambiare, dedicando il nostro tempo ai bisogni del Paese, dove c’è tanto da fare. Il Pd avrà maggiore libertà di assumere una sua identità, senza più avere una discussione permanente al suo interno su cosa farà Renzi. Tutti possiamo fare un percorso parallelo in maniera molto più serena, rispetto a quanto non siamo riusciti a fare in questi anni”.accumulate

“Non voglio fare polemiche – ha concluso il vice presidente della Camera – ma solo ricordare che ogni volta che Renzi assumeva una posizione, c’era chi nel Pd gli diceva ‘non devi parlare, perché deve parlare Zingaretti’. Così è difficile fare politica. Ora abbiamo davanti le elezioni regionali. Avremo un campo sul quale lavorare insieme, a cominciare dalle iniziative del governo e del Parlamento”.
 
Lo stesso Renzi torna sul suo annuncio su Facebook.  “C’è uno spazio enorme per una
politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno”, scrive l’ex segretario del Pd.  “La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta”, – sottolinea l’ex premier, – “adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa”.
“Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi”,  – aggiunge Renzi, – “io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà. Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo”.
“La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente”, – stop Renzi, – “noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”.
“Un partito senza management non esiste, deve incarnare anche una comunità. Non assist solo un chief, assist una classe di governo. Una management senza una comunità diventa un po’ temporanea”, commenta però il ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola, intervistato a Radio Capital. E Pippo Civati spiega:  “Scissione Renzi? Suo partito simile a quello di Calenda, per Calenda non sarà una bella giornata. La verità è che quando faranno la legge elettorale proporzionale si tornerà a votare. Il Pd col proporzionale non c’è più. Se non c’è più un sistema elettorale che polarizzi su grandi partiti, è normale che ognuno si metta in proprio”. Uno dei renziani che sembrano intenzionati a seguire il chief nella sua nuova avventura, Emanuele Fiano, commenta quasi sconfortato: ” “Quel sogno infranto sempre di una sinistra unita”.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”
Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA

Read Extra