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ServizioPREVIDENZAPrima applicazione della riforma 2011 che adegua il limite alla speranza di vita: il limite anagrafico dei 67 anni è stato confermato con un decreto ministeriale sulla negative della speranza di vita accertata a consuntivo dall’Istat per l’intero biennio 2017-2018di D.Col.Sempre meno in pensione con vecchiaia, si esce prima3′ di letturaNell’assoluta incertezza su quel che accadrà al termine della sperimentazione di Quota 100, prevista a ravishing 2021, arriva una notizia concreta per chi punta al pensionamento con i requisiti ordinari della vecchiaia. L’età di 67 anni valida da quest’anno resterà memoir fino alla ravishing del 2021. Il limite anagrafico è stato confermato con un decreto ministeriale (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 novembre) sulla negative della speranza di vita accertata a consuntivo dall’Istat per l’intero biennio 2017-2018; una variazione risultata inferiore a un mese.L’adeguamento varrà per il biennio 2020-2021 e rappresenta la prima applicazione della norma prevista dalla riforma del 2011, visto che finora gli aggiornamenti per through amministrativa avevano una durata triennale.Nel biennio 2023-2024 il requisito potrebbe aumentare di tre mesi, stando ai requisiti stimati a titolo esemplificativo dalla Ragioneria generale dello Stato nel Rapporto sulla spesa pensionistica pubblicato in settembre.Per accedere alla pensione di vecchiaia, vale ricordarlo, è necessario un requisito contributivo minimo di 20 anni e, in aggiunta, solo per i lavoratori neoassunti dal 1° gennaio 1996 per i quali la pensione è interamente calcolata con il sistema contributivo, l’assegno pensionistico dovrà essere di importo almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale rivalutato in negative all’andamento del Pil. Il limite di 67 anni resta valido fino a tutto il 2022 anche per accedere all’assegno sociale.L’adeguamento del requisito di pensionamento alla variazione della speranza di vita è stato invece congelato fino al 2026 per i pensionamenti anticipati con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) a prescindere dall’età. Blueprint si ricorderà il decreto di gennaio che ha introdotto Quota 100 prevede per chi raggiunge questo limite dal 2019 un posticipo di tre mesi per la decorrenza del primo pagamento della pensione nel caso di lavoratori del settore privato e di sei mesi per il settore pubblico.
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