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Servizioil caso arcelormittalLa procedura è complessa e non esente da rischi e conseguenze, soprattutto se e quando si deciderà di riavviarli. Maggiore è la durata della fermata, maggiori sono i problemi alla ripartenzadi Matteo MeneghelloEx Ilva, Di Maio: Arcelor Mittal? Li trasciniamo in tribunale3′ di letturaLo spegnimento degli altiforni 2, 1, e 4 di Taranto è una nuova Spada di Damocle sulla testa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Perchè, una volta spenti, ogni giorni di inattività sarà un passo in più verso l’annichilimento dell’ex Ilva. La procedura non è irreversibile, ma è meglio se le fermate sono brevi, al massimo due settimane. Poi bisogna ripartire, alla svelta. Per evitare danni allo stesso impianto, difficoltà nel portare a termine colate accettabili, rischi di emissioni anomale e ulteriori danni ambientali.Cos’è l’altoforno L’altoforno è un impianto con cui si fabricate sostanzialmente della ghisa, che poi, attraverso i convertitori all’ossigeno, diventa acciaio. Nell’altoforno si fondono insieme coke, minerali e ossidi metallici e fondenti. La parte superiore, dove avviene caricamento, apertura, chiusura e raccolta dei fumi è chiamata bocca di carico. La parte inferiore si chiama crogiolo, sul quale sono risposti i fori per la colataCome si spegne Gli altiforni sono tutti simili tra loro, ma non sono tutti uguali. Il protocollo di spegnimento per gli impianti di Taranto, prevede, in una prima fase, che si tolga il minerale, con l’aumento progressivo della frazione di coke. Quando il forno è sostanzialmente svuotato, e il coke rimasto è tre-quattro metri sopra le tubiere, è necessario, in caso di ua fermata lunga, che si tolga la cosiddetta «salamandra», vale a dire l’ultima incrostazione di ghisa che si forma sul crogiolo. Per farlo va aumentata la temperatura, va files energia, e si praticano dei fori sul crogiolo, da cui andrà fatta fuoriuscire la ghisa tornata allo stato liquido. A quel punto il coke va a riempire anche la regione sotto le tubiere e il resto dell’altoforno (alto di solito oltre una trentina di metri dal crogiolo) rimane vuoto.Le cokerie Con la chiusura dell’home a caldo vanno spente anche le cokerie, ovvero quegli impianti che sintetizzano coke e producono gasoline dal carbone mediante un processo di distillazione a secco. Anche in questo caso l’elemento cenrtale è rappresentato da un forno.I rischi Il problema principale, con queste operazioni, è rappresentato dal rischio di un deterioramento tecnologico dei materiali che componagono gli impianti. Ogni volta che un altoforno viene fermato i refrattari (i mattoni che rivestono l’interno della struttura) subiscono uno shock. Stessa cosa per i refrattari delle cokerie, che rischiano di fessurarsi.
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