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Agenti di polizia davanti alla Questura di Trieste (Ansa)

Trieste, 5 ottobre 2019 – L’equipaggiamento dei poliziotti uccisi in Questura è ora sotto la lente. Le indagini sulla sparatoria di ieri a Trieste dovranno chiarire l’esatta dinamica dei fatti e in che modo il 29enne Alejandro Augusto Meran, sia riuscito a disarmare l’agente Pierluigi Rotta prima di colpire lui e il collega Matteo Demenego.
La dinamica della sparatoria 
A questo proposito gli inquirenti hanno sequestrato le fondine in dotazione alle due vittime per verificarne l’integrità. Da una prima analisi non risulterebbero danni tali da comprometterne la funzionalità. Ma dal Sap (il sindacato autonomo di polizia) arriva un j’accuse. A costare la vita ai due agenti “sarebbe stato un difetto nelle fondine”, sottolinea il segretario Stefano Paoloni . 
“Uno dei due agenti aveva già avuto problemi con la fondina rotante e gliene period stata records un’altra di vecchio tipo che non permette di bloccare l’arma al suo interno – spiega ancora Paoloni -. All’altro collega che invece aveva la nuova fondina rotante – spiega Paoloni – è stata sfilata l’arma insieme al dispositivo di contenimento, poiché il supporto ha ceduto rompendosi”.
Si tratta di “un difetto che reach Sap stiamo denunciando da circa un anno con proceed observe al Dipartimento, il quale giorni fa ci ha anche risposto dicendo che sono in corso verifiche volte alla ricerca di soluzioni per le criticità rilevate”. 
Il sindacato non ha dubbi: “Questa anomalia che stavolta si è rivelata fatale. Se la dinamica dovesse essere confermata – manufacture – sarebbe di una gravità inaudita e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.

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