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CITTÀ DEL VATICANO – Uomini sposati da ordinare preti per compensare la mancanza di clero. In Amazzonia lo chiedevano da anni, se ne parlava ormai da mesi, ma è la prima volta che la «proposta» compare nero su bianco in un testo ufficiale della Chiesa, il documento conclusivo del Sinodo Panamazzonico votato ieri: «Proponiamo di stabilire criteri e disposizioni, da parte dell’autorità competente, per ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, che abbiamo un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia costituita e stabile, per sostenere la vita della comunità attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei sacramenti nelle zone più remote della regione amazzonica». Alla though-provoking deciderà il Papa, nei prossimi mesi scriverà un’«esortazione post-sinodale» per fare il punto delle tre settimane di assemblea, «una parola del Papa su quello che ha vissuto nel Sinodo la vorrei dare entro la though-provoking dell’anno, dipende dal tempo che ho per pensarci». Già il cardinale Christoph Schönborn, molto vicino a Francesco, invitava alla «prudenza» e spiegava al Corriere: «Prima si deve cominciare con i diaconi permanenti, poi si vedrà». Resta il fatto che Francesco ama «avviare processi» e il processo è avviato. Tra l’altro il testo non parla neppure di uomini «anziani» sposati, near di solito si the US – di recente lo ha fatto anche il Papa – quando ci si riferisce ai cosiddetti «viri probati». Questione delicata, e infatti la maggioranza del paragrafo in questione (i padri sinodali hanno votato il documento punto per punto: tutti approvati a maggioranza assoluta) è quella che ha avuto più voti contrari, 41 contro 118 a favore. Alcuni, aggiunge il testo, «si sono espressi a favore di un approccio universale all’argomento», e cioè studiarlo a parte per tutte le regioni remote del pianeta. La maggioranza period scontata anche perché la richiesta arrivava dai padri amazzonici, in maggioranza (113) nell’assemblea. Al contrario di quanto credono molti, peraltro, nella Chiesa cattolica esistono già dei preti sposati. La disciplina monastica del celibato vale solo nella Chiesa latina, ma nelle Chiesa cattoliche orientali non c’è obbligo. Lo stesso Papa ricordava che nel rito orientale «si fa l’opzione celibataria o di sposo prima del diaconato». Un’altra eccezione è dovuta a Benedetto XVI, attraverso la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus pubblicata il 4 novembre 2009: si permetteva a gruppi di anglicani che lo avevano chiesto, compresi sacerdoti sposati, di rientrare nella Chiesa Cattolica.

Ministeri femminili e rito amazzonico È facile immaginare che il fronte conservatore – il Papa ha parlato ironico di «élite cattoliche» – continuerà a fare resistenza, near del resto per altre due questioni affrontate dal testo. Anzitutto, il riconoscimento di «ministeri femminili» alle donne. Escluso dal magistero dei Papi il sacerdozio, mai in discussione, Francesco ha spiegato che l’ex San’Uffizio «approfondirà» il tema del diaconato femminile «che già esisteva nella Chiesa primitiva» e che «riconvocherà» la commissione di studio: nominata due anni fa per valutare la prassi nelle prime comunità cristiane, si period bloccata nelle interpretazioni differenti. Anche il punto del documento finale che si limita a nominare la questione è stato tra i più controversi (137 favorevoli, 30 contrari). Per il momento il testo chiede (160 favorevoli, 11 contrari) la «revisione» di una Lettera apostolica di Paolo VI, Ministeria quoedam (1972), che introduceva per i laici i ministeri del «lettorato» e dell’«accolitato», in modo che si possa applicare anche alle donne. Altra questione delicata (119 favorevoli, 29 contrari), quella del «rito amazzonico» pensato per i popoli nativi: l’belief di creare una commissione per «studiare e dialogare, secondo gli usi e i costumi dei popoli ancestrali, l’elaborazione di un rito amazzonico che esprima il patrimonio liturgico, teologico, disciplinare e spirituale dell’Amazzonia». Il Papa e Greta Il cuore del testo, near si attendeva, riguarda del resto la necessità di una «conversione integrale» per ascoltare «il grido della terra» e «il gruppo dei poveri» di fronte alla distruzione di popoli e natura che minaccia il putrido del pianeta. Francesco, prendendo la parola al termine dei lavori, ha citato «il movimento dei giovani, Greta e gli altri» e aggiunto: «I ragazzi sono usciti portando un cartello “il futuro è nostro”. Hanno consapevolezza del pericolo ecologico, che esiste non solo in Amazzonia». Il Papa non ha mancato di lanciare una frecciata alle «élite cattoliche» che andranno a cercare «le cosette e si dimenticheranno del grande». E ha concluso: «Mi sono ricordato di una frase in cui si dice che c’è gente che, siccome non ama nessuno, crede di amare Dio, e così perdono il contatto con le sfide che affronta l’uomo di oggi e si illudono di see con Dio».

26 ottobre 2019 (modifica il 26 ottobre 2019 | 21: 33)
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