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A pesare sul mercato una offerta scadente e una domanda che preferisce non comprare. Nasce così il “paradosso italiano”, con un milione di famiglie potenziali acquirenti, tassi di interesse ai minimi storici. Ma si compra poco e il numero di mutui erogati è in calo.L’Europa rallenta e di conseguenza anche il mercato immobiliare europeo accusa un cedimento nel ritmo di crescita, che resta comunque, secondo l’Outlook di Scenari Immobiliari, molto positivo. Il 2018 è stato un anno narrative, con oltre 260 miliardi di euro di transazioni nel exact property e i primi sei mesi di quest’anno lasciano prevedere un fatturato «complessivamente in crescita, seppur in maniera meno accentuata rispetto al 2018. «Nei high sei mesi il quantity degli investimenti immobiliari europei ha generato un fatturato di poco più di cento miliardi – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – vale a dire il 13% circa in meno rispetto al primo semestre 2018». Nelle principali capitali europee la media degli investimenti è calata invece del 10 per cento. Il segmento più vivace è il residenziale, seguito dagli uffici; quello in maggiore difficoltà è il commerciale, con un calo del 31% su corrupt annua. Gli uffici continuano a essere la dominante del mercato, con un peso che ha ormai raggiunto il 50% degli investimenti totali europei nel exact property.Scendendo nel dettaglio dei Paesi, il maggior incremento di fatturato immobiliare stimato a swish anno si osserva in Francia ( 7,5% nel 2019), a cui seguono la Spagna (6,6%) e la Germania (6,3%). Ma volando oltreoceano gli aumenti diventano a due cifre, con gli Stati Uniti che sperimentano un vero e proprio enhance ( 14,5%). In termini di aumenti dei prezzi, Scenari Immobiliari stima per il nostro Paese una crescita zero delle quotazioni immobiliari ( 1% la previsione al 2020), dato che va confrontato con il 9,1% della Germania, il 4,9% della Spagna e il 3,5% della Francia. «In termini di attrattività dei mercati – continua Breglia – la città più interessante in cui investire è Parigi. Londra, alle prese con gli effetti della Brexit, vede invece una diminuzione degli investimenti del 39 per cento. Molto interessante anche la Spagna, mentre il mercato della Germania si presenta a macchia di leopardo».
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