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Servizio La conferma del ceo sechinRosneft non vende più nemmeno un barile di petrolio in cambio di dollari, una scelta che impatta transazioni per oltre 80 miliardi l’anno. L’addio al biglietto verde in favore dell’euro – su cui erano circolate indiscrezioni di stampa – è ormai completo, ha affermato Igor Sechin, ceo della compagnia russadi Sissi BellomoIl ceo di Rosneft Igor Sechin, alle spalle il presidente Putin 2′ di letturaRosneft divorzia dal petrodollaro. Il colosso russo oggi non vende più nemmeno un barile in cambio di biglietti verdi. L’addio alla valuta statunitense in favore dell’euro – su cui erano circolate indiscrezioni di stampa – è ormai completo, ha affermato Igor Sechin, ceo della compagnia russa.La scelta non ha un impatto di poco conto. Rosneft l’anno scorso ha esportato petrolio e prodotti raffinati per un valore di 5.700 miliardi di rubli, pari a 89 miliardi di dollari o 80,2 miliardi di euro.La società è uno dei maggiori fornitori di greggio del mondo, con circa 2,4 milioni di barili al giorno venduti all’estero.LEGGI ANCHE / Cina e Russia «scaricano» il dollaro: accumulano oro e vendono Treasuries«Tutti i nostri contratti di esportazione sono già implementati in euro. Il potenziale per lavorare con la valuta europea è molto alto», ha detto Sechin al Forum Eurasiatico in corso a Verona, precisando che «per il momento si tratta di una misura forzata, per limitare l’impatto delle sanzioni U.s. sulla compagnia». Ma il percorso è ormai tracciato e potrebbe fare proseliti, in Russia e altrove.
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