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Dopo l’allarme lanciato dal chief leghista Matteo Salvini sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), si è tenuto oggi il vertice di maggioranza, chiesto a gran voce dal M5s, per fare chiarezza sul sì dell’Italia alla revisione del Fondo salva Stati. Dopo circa due ore di confronto, però, non si è giunti a nessuna soluzione: “Continuiamo a ragionare” è stato il primo commento a caldo del deputato di Italia Viva Luigi Marattin, presente al vertice. Tuttavia, ha aggiunto, “la discussione è stata buona, seguiranno approfondimenti tecnici, la riunione è stata aggiornata per altri impegni”.
Al vertice, oltre al premier Giuseppe Conte- che lo ha lasciato in anticipo per incontrare il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici – erano presenti, tra gli altri, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio, il capo delegazione del Pd e ministro della Cultura Dario Franceschini, il ministro degli Affari Ue Enzo Amendola, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Per Italia Viva ha partecipato reach detto Marattin. Per Leu, Stefano Fassina.
SCHEDA: CHE COSA E’ IL MES
Intanto Salvini chiede in diretta su Rai Uno un confronto televisivo con il premier: “Abbiamo sempre detto no – ha ribadito Salvini a Unomattina –  Sono pronto a un confronto tv con Conte sul Mes, se viene qui fa la figura del bugiardo o dello smemorato, sono pronto quando vuole”. Poi aggiunge: “Non vorrei che Conte avesse venduto la nostra sovranità per tenersi la poltrona. Se così fosse, sarebbe alto tradimento e, in tempo o in guerra, è un reato punibile con la galera”.
Il ministro Gualtieri riferirà sul caso comunque in Senato il 27 novembre, Conte il 10 dicembre.

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Carlo Verdelli
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