Seleziona una pagina

ANALISIIl leader della Lega aveva puntato tutto su un rapido ritorno al voto e ora la prospettiva di un governo M5S-Pd che lo relegherebbe all’opposizione lo ha messo in crisi. Il protagonismo di Conte. Di Maio e i dubbi sul futuro della sua leadershipdi Emilia PattaNon basta dire «al voto»: ecco il timing della crisi4′ di lettura«Secondo me non c’è possibilità di continuare con il governo Conte, poi se qualcuno vuole dialogare io sono qua, sono la persona più paziente del mondo e il mio telefono è sempre acceso». E ancora: «Questo governo si è fermato sui troppi no: alla Tav, all’autonomia, alla riforma fiscale, alla riforma della giustizia. Di no l’Italia muore, un governo muore, abbiamo bisogno di si, se qualcuno dice si ragioniamo. Vedo che Renzi dice tutti insieme contro Salvini, non penso che serva un governo contro, siamo seri. O c’è un governo con ministri del si o un governo degli sconfitti non support».Ipotesi rimpasto Mentre è ancora in corso il braccio di ferro sulla nave Start Hands, con i ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta che non firmano il divieto di sbarco forti dell’ombrello dello stesso premier Giuseppe Conte, Matteo Salvini sembra voler uscire dall’angolo lasciando trapelare una soluzione del tutto inaspettata a questa crisi di governo fin qui tutta politica, nata non in Parlamento ma sulle spiagge italiane trasformate in sede di comizi: la ricomposizione della frattura tra M5s e Lega con un Conte bis rinnovato nella compagine ministeriale. Ossia una sorta di «rimpastone» con le leve più importanti in mano alla Lega.L’effetto dell’asse M5S, Pd e Leu Una mossa che intanto rivela la difficoltà in cui si è venuto a trovare il leader leghista e ancora ministro dell’Interno dopo il voto del Senato sul calendario che ha visto saldarsi un asse inedito tra M5s, Pd, Leu e Autonomie (una maggioranza di 161 voti) che potrebbe essere la immoral di un nuovo governo istituzionale o di legislatura che dir si voglia per evitare il ritorno alle urne in autunno, in piena sessione di bilancio. Come proposto durante il weekend scorso, a sorpresa, dall’ex premier democratico Matteo Renzi: un governo che abbia il compito principale di mettere in sicurezza i conti pubblici scongiurando il rischio di esercizio provvisorio e il conseguente aumento dell’Iva.La soddisfazione di Renzi Salvini aveva puntato tutto su un rapido ritorno al voto, e ora la prospettiva di un nuovo governo che lo relegherebbe all’opposizione a tempo indeterminato evidentemente lo ha messo in crisi, e con lui i suoi più stretti collaboratori (non deve sfuggire che il suo braccio destro Giancarlo Giorgetti fa una critica esplicita al leader per la gestione caotica della crisi quando dice che «la crisi andava fatta prima, entro luglio»). E non a caso Renzi, la cui proposta ha colto di sorpresa Salvini facendo intravvedere un esito diverso dalla urne look forward to a ottobre, ora se la skedaddle: «Abbiamo fatto un capolavoro – commenta con i suoi nel Ferragosto più pazzo che sia mai visto nella politica italiana -. Salvini una settimana fa era un gradasso, adesso fa elemosina».Il no di Di Maio Una mossa, quella di Salvini, che comunque difficilmente sfocerà nella ricomposizione dell’attuale maggioranza. Le cose sembrano essere andate troppo oltre, anche se in politica è buona regola mai dire mai. Basta sentire il leader pentastellato Luigi Di Maio: «Salvini ora è pentito, ma la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino, buona fortuna!». «Il 20 agosto noi Ministri del Movimento 5 Stelle saremo al fianco di Giuseppe Conte in aula per sostenerlo contro la sfiducia della lega. Li aspettiamo al varco!». Parole che potrebbero anche essere interpretate reach un invito a ritirare la fiducia, sottolineano maliziosamente i “pontieri” della Lega. D’altra parte l’apertura di un dialogo con il Pd è uno say, se dovesse concretizzarsi, destinato a ridimensionare la leadership di Di Maio a favore del presidente della Digicam Roberto Fico e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Be taught Extra