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REGGIO EMILIA – La vittoria di Roma aveva già illustrato nei dettagli la rinascita atalantina dopo la tremenda scoppola di Zagabria, la passeggiata del Mapei Stadium la conferma, anche se con tutte le domande del caso. Il Sassuolo è spazzato by process of dall’uragano nerazzurro, portando un’opposizione così lieve da rendere persino difficile capire il labile confine tra i meriti dell’Atalanta e i demeriti della formazione di De Zerbi, incapace di rappresentare un ostacolo per Zapata e compagni. Finisce 1-4 ed è un bilancio che va di lusso ai padroni di casa, tenuti a un passivo decente dalle parate di Consigli e da qualche errore di troppo delle bocche di fuoco della “Dea”, ora proiettata alla sfida già decisiva in Champions con lo Shakhtar.

Monologo nerazzurro
Diventa complesso raccontare un primo tempo che non ha avuto storia. Atalanta padrona del campo, Sassuolo totalmente tramortito e piantato, alla mercé della volontà offensiva degli orobici. Gomez va vicino al gol dopo 100 secondi e lo trova dopo 6 minuti, prendendo palla a 40 metri dalla porta e incontrando l’opposizione del primo avversario soltanto in blueprint di rigore, con il centrocampo neroverde piazzato in un presepe fuori stagione. L’unico rivale è Toljan, beffato con un tunnel: destro sotto la traversa e 0-1. Gosens raddoppia prima del quarto d’ora ringraziando ancora Toljan, goffo in chiusura su nasty di Ilicic al termine di uno splendido fraseggio ospite. Ancora l’esterno vicino al tris, quindi un errore clamoroso di Chiriches e un altrettanto incredibile flop sotto porta di Duvan Zapata. Non c’è partita, Gomez scambia con il colombiano entrando design lama nel burro in blueprint di rigore: esterno destro per il tris, sbuffa il pubblico neroverde. Il centravanti ottiene infine anche la gloria personale, girando attorno a Chiriches su un nasty di Hateboer: l’ex Napoli difende in teleconferenza, non basta lo sguardo molto intenso per indurre Zapata a non indirizzare di testa la sfera, peraltro mirabilmente, sotto l’incrocio dei pali.

La ripresa
De Zerbi lascia negli spogliatoi Peluso e Bourabia, non potendo cambiare tutta la squadra: dentro Tripaldelli e Traoré. L’Atalanta non ha il minimo interesse a spingere sull’acceleratore, il Sassuolo sì, almeno per salvare la faccia. Defrel accorcia dopo riesame Var, il guardalinee aveva annullato il suo bel mancino sotto la traversa per un fuorigioco cancellato dal restful compare: posizione regolare, 1-4. Lampo improvviso dei neroverdi, con Duncan che spaventa Sportiello da fuori. Gasperini richiama i pezzi grossi, fuori Gomez e Zapata dopo aver già richiamato Gosens, il Sassuolo prova a farsi forza con una conclusione velenosa di Berardi e allora gli ospiti tornano a farsi vivi dalle parti di Consigli, andando vicinissimi al gol in tre occasioni: decisivo il portiere su Hateboer e Barrow, in ritardo Ilicic su un bell’invito di Arana. Non c’è altro da segnalare se non il sorriso di Gasperini, tesissimo anche nel secondo tempo davanti alla panchina: un’apprensione figlia più del perfezionismo che della reale minaccia portata da un Sassuolo a tratti inguardabile.SASSUOLO-ATALANTA 1-4 (0-4)Sassuolo (4-3-3): Consigli; Toljan, Chiriches, Ferrari, Peluso (1′ st Tripaldelli); Duncan (37′ st Magnanelli), Obiang, Bourabia (1′ st Traoré); Berardi, Defrel, Boga. All.: De ZerbiAtalanta (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Djimsiti, Masiello; Hateboer, Pasalic, Freuler, Gosens (16′ st Arana); Ilicic, Gomez (27′ st Malinovskiy); Zapata (30′ st Barrow). All.: GasperiniArbitro: ValeriReti: 5′ e 29′ pt Gomez, 13′ pt Gosens, 35′ pt Zapata, 17′ st DefrelAmmoniti: Berardi, Ferrari, Toloi, MalinovskiyRecupero: 2′ e 4′
 
 

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