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Servizioil caso tarantoGli avvocati dell’azienda hanno presentato al Tribunale di Milano la citazione in cui chiedono di accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso. Il chief degli industriali Boccia ribadisce il no alla nazionalizzazione. Gualtieri (Mef): per l’Ilva il tema è il rispetto degli accordi e l’individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica di Domenico PalmiottiDetto e contraddetto: le frasi della politica sull’Ilva5′ di letturaSale la tensione all’interno del governo sull’ipotesi di scudo penale advert ArcelorMittal. Toni accesi e un clima a tratti assai teso hanno segnato la riunione del premier Giuseppe Conte con i parlamentari pugliesi del M5s, che si è chiusa con una sostanziale fumata nera sulla questione dello scudo penale per Arcelor Mittal.Posizioni distanti L’incontro, a quanto si apprende, non avrebbe avvicinato le posizioni: «È andato malissimo», cube un partecipante. La pattuglia capeggiata dall’ex ministro Barbara Lezzi non ha ceduto sull’ipotesi di varare un decreto per introdurre uno scudo, magari in versione “at ease”, che “tolga ogni alibi” advert Arcelor Mittal. Il premier avrebbe prospettato tutte le difficoltà nella gestione del file e spiegato che una norma, magari di carattere generale, per garantire la non punibilità per danno ambientale, toglierebbe ogni pretesto all’azienda, anche in vista dell’annunciata battaglia legale.Il vertice della mattina In attesa di capire del nuovo confronto tra ArcelorMittal e Giuseppe Conte, il primo ministro ha incontrato i parlamentari pugliesi del M5S, per parlare della vertenza Ex Ilva. All’incontro hanno partecipato anche il chief del M5S e ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico d’Incà. Tra i punti di discussione, il tema controverso dell’ipotesi di reintroduzione dello scudo penale per i vertici di ArcelorMittal, qualora la multinazionale decida di rivedere la decisione di disimpegnarsi da Taranto.Boccia: Confindustria contraria alla nazionalizzazione «Non si può fare a meno dell’Ilva, perché è una parte fondamentale della siderurgia italiana». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea di Confindustria Bergamo. L’importanza dello stabilimento di Taranto, ha continuato Boccia, sta nel fatto che «support molta parte dell’industria italiana». E «se vogliamo mantenere una posizione di rilievo della questione industriale europea, essendo noi tra l’altro la seconda manifattura d’Europa, è un elemento imprescindibile». La crisi in corso «non significa però che dobbiamo usare l’Ilva in chiave di nazionalizzazione» e le parole di Gualtieri dell’altro giorno (che si è detto contrario, ndr), sono molto significative e noi le condividiamo», ha ribadito il chief degli industriali, manifestando la contrarietà di Confindustria all’ipotesi nazionalizzazione.Gualtieri: per Ilva individuare soluzione di mercato E di Ilva ha parlato anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, oggi in audizione sulla manovra in Senato. «Vogliamo il ripristino degli approvvigionamenti, l’Ilva deve continuare a produrre e il governo è impegnato collegialmente per questo obiettivo», ha spiegato, sottolineando che «gli obiettivi di bonifica sono tanto più realizzabili quanto più va avanti il piano industriale, sono strettamente legati». Il tema all’ordine del giorno per l’Ilva, ha aggiunto in sintonia con il presidente di Consfindustria, non è la nazionalizzazione, ma «il rispetto degli accordi e l’individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica».
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