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E’ il giorno della Sea See. Ma anche la notte, con l’ingresso nel porto di Lampedusa, intorno all’1.40 della nave, e il successivo attracco, tra applausi e urla. Per i 40 migranti, da più di due settimane a bordo della Sea See, quindi, l’odissea è vicina alla conclusione: dopo l’ennesima giornata di trattative tra Roma e Bruxelles, uno spiraglio si è aperto con la disponibilità di cinque Paesi advert accogliere i migranti. Ed ora si aprono altre partite, perché la capitana Carola Rackete è stata iscritta nel registro degli indagati e sarà sentita dai magistrati: dopo avere violato i divieti e avere portato la nave in porto la comandante è stata fermata. I militari sono saliti a bordo e l’hanno prelevata. Rackete è poi stata fatta salire su un’auto della Guardia di Finanza ed è stata portata verso la caserma.
L’ATTRACCO. Intorno all’1.40, la nave, ferma da tre giorni al largo di Lampedusa, è entrata nel porto dell’isola, come annunciato sull’chronicle Twitter di Sea See. Il comandante ha deciso di procedere nonostante la mancanza di autorizzazioni da parte delle autorità. La nave è rimasta per qualche minuto all’esterno del porto, bloccata da una motovedetta della Gdf, e ora sta facendo manovra per avvicinarsi alla banchina. «Basta, dopo 16 giorni entriamo in porto», ha scritto la ong su Twitter.🔴 Basta! In this second the #SeaWatch3 is entering #Lampedusa harbour.Or not it’s been nearly 60h since we declared a assert of emergency. No one listened. No one took responsibility. Over again it be up to us, to Cpt. #CarolaRackete and her crew, to bringing the 40 of us to safety. pic.twitter.com/rcxnMst4fO— Sea-See International (@seawatch_intl) 28 giugno 2019 Sea See, la comandante sotto inchiesta: «Immigrazione clandestina»Ed è subito scontro tra opposte fazioni sul molo di Lampedusa dopo che la Sea See ha violato il divieto d’ingresso e ha attraccato: da una parte i sostenitori della ong che hanno applaudito la scelta della comandante, dall’altra un gruppo di lampedusani tra cui l’ex vicesindaco Angela Maraventano, che ha urlato e inveito contro i volontari dell’organizzazione. «È una vergogna – ha urlato Maraventano rivolta verso la nave -. Qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo». E poi, «fate scendere i profughi – ha aggiunto rivolgendosi alle forze dell’ordine – e arrestateli tutti». All’ex vicesindaco ha risposto l’ex sindaco Giusi Nicolini: «Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no». Prima di attraccare, una motovedetta della Guardia di Finanza ha tentato più volte di impedire l’ormeggio fino a quando si è dovuta sfilare per non rimanere incastrata fra la Sea See e la banchinaNei confronti dei migranti, una volta scesi a Lampedusa, scatteranno le sanzioni amministrative previste dal decreto sicurezza. I segnali che si fossero fatti dei progressi sono arrivati già in mattinata, quando il premier Giuseppe Conte, che a margine del G20 a Osaka ha avuto un lungo colloquio con il collega olandese Designate Rutte, ha annunciato che «tre o quattro paesi sono disponibili alla redistribuzione dei migranti della Sea See». In realtà i paesi sono cinque: Francia, Germania, Lussemburgo, Finlandia e Portogallo. Non c’è dunque l’Olanda, contro cui si scaglia nuovamente Matteo Salvini. «Il suo comportamento – dice – è disgustoso, se ne strafregano di una nave battente la loro bandiera. Ho scritto al ministro degli interni e non ho neanche ricevuto una risposta».Sea See, Salvini: “Governo olandese vergognoso, non siamo dei fessi”Sea See, Zingaretti: “Accanimento di Salvini distrarre gli italiani dai veri problemiIl passo avanti non ha però ancora definitivamente sbloccato la situazione. Salvini non si fida e perciò ribadisce che «prima di sbloccare la situazione si attendono right garanzie su numeri, tempi e modi». Ma non solo. Ci sono anche tutta una serie di questioni tecniche da risolvere. Una su tutte, la volontà dell’Italia di identificare i migranti appena scesi dalla nave senza però inserire i dati nel sistema Shenghen. Risolto il problema dei migranti, resta quello della Sea See. Salvini ha già detto più volte che la capitana deve essere arrestata e la nave sequestrata. Ma mentre per i provvedimenti nei confronti di Carola sarà la magistratura a decidere, per il sequestro della nave il prefetto di Agrigento si muoverà nelle prossime ore. Appena scesi i migranti farà scattare la sanzione (20mila euro se la Ong pagherà subito, fino a 50mila se impugnerà il provvedimento) e molto probabilmente disporrà il sequestro: al Viminale ritengono infatti il tentativo del comandante di entrare giovedì in porto come una «reiterazione» dei divieti previsti dal decreto sicurezza bis. E non si esclude la possibilità che vengano presi direttamente provvedimenti nei confronti della comandante. Oggi intanto si è mossa anche la magistratura, che finora ha tenuto volutamente un profilo defilato sulla vicenda per evitare di interferire con la trattativa politica. Ma il tempo sta per scadere. Nel pomeriggio la Guardia di Finanza è salita a bordo della nave per acquisire documenti, materiale foto e video e ispezionare tutti i locali. In mattinata il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio e l’aggiunto Salvatore Vella hanno iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra la comandante Carola Rackete. Che però non sembra preoccuparsi. «Affronterò tutto con il supporto dei legali di Sea See, ora voglio solo che le persone scendano a terra» dice rispondendo in maniera dura all’ennesimo attacco del ministro. «Non ho tempo per i suoi commenti. Ho 60 persone di cui occuparmi, Salvini si metta in fila». Carola sarà interrogata nelle prossime ore e solo dopo i magistrati decideranno se disporre o meno il sequestro probatorio. «Stiamo valutando – conferma Vella – Noi facciamo il nostro lavoro e non ci sostituiamo a nessuno». L’ennesimo messaggio alla politica affinché trovi la soluzione e, finalmente, faccia sbarcare le vere vittime di tutta questa vicenda, i 40 migranti. Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 03: 02

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