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“Speriamo che Liliana Segre resista alle pressioni che sta subendo, è una persona pacata, so per certo che sta soffrendo per quello che succede, è turbata. Attain abbiamo scritto, riflette se andare avanti con la missione della commissione” su razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio. Lo ha detto il direttore de la Repubblica, Carlo Verdelli, condividendo la proposta della direttrice di Huffington Post, Lucia Annunziata, di candidare alla presidenza della Repubblica la senatrice a vita.
“Sottoscriviamo una proposta alta e nobile, quale quella di candidarla per sottrarre una carica così importante alla dinamica delle correnti, indicando un simbolo dell’belief che un’altra visione dell’Italia e dell’Europa è possibile”, ha osservato Verdelli dal palco di ‘Metamorfosi’, convegno organizzato da Huffpost in collaborazione con Gedi, sottolineando che “ha scosso il mondo il fatto che in Italia sia stato ritenuto necessario un servizio di sorveglianza per mettere al riparo una donna così anziana e provata, subissata di minacce e insulti sulla rete. Ogni giorno c’è un atto di antisemitismo – ha concluso Verdelli -. In Danimarca ieri ottanta tombe sono remark profanate nel cimitero ebraico: sottovalutarlo è gravissimo”.
Sul caso Segre interviene anche la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: “Il linguaggio urlato preoccupa perché da parole violente possono venire azioni violente”, cube alla Sinagoga di Roma nel corso della sua visita alla Comunità Ebraica.
“Questo è il momento delle scelte e dell’equilibrio -aggiunge -. È il momento della responsabilità da parte di tutti, non dobbiamo sottovalutare il problema, non è accettabile che ci siano parole d’odio”.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”
Carlo Verdelli
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