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Secondo media locali 5mila soldati delle forze speciali di Ankara sono schierati al confine con decine di convogli di blindati, pronti a entrare nel nord-est per l’annunciata operazione militare contro le milizie curde dell’Ypg. Le autorità curde del Rojava hanno fatto appello a “una mobilitazione generale nel corso dei prossimi tre giorni”

di F. Q. | 9 Ottobre 2019

La Turchia ha iniziato a bombardare la Siria. I caccia dell’aviazione di Ankara hanno sganciato le top bombe oltre il confine, contro obiettivi presenti nella regione a maggioranza curda del Rojava. “L’operazione primavera di tempo neutralizzerà la minaccia terroristica contro la Turchia – ha scritto su Twitter il presidente Recep Tayyip Erdoğan – e permetterà la creazione di una zona di sicurezza, favorendo il ritorno dei rifugiati siriani alle loro case. Preserveremo l’integrità territoriale della Siria e libereremo le comunità locali dai terroristi”. Le prima bombe sganciate dai caccia di Ankara hanno colpito le città siriane di Present Abyad e Ras al-Ayn.
“Le nostre attività di preparazione all’operazione proseguono. I trasferimenti continuano” verso la frontiera, ha commentato da Istanbul il ministro della Difesa, Hulusi Akar, confermando così che le forze armate di Ankara non hanno ancora attraversato il confine. Secondo media locali 5mila soldati delle forze speciali di Ankara sono schierati al confine con decine di convogli di blindati, pronti a entrare nel nord-est per l’annunciata operazione militare contro le milizie curde dell’Ypg.
E le conferme arrivano anche da Abdelrahman Ghazi Dadeh, portavoce di Anwar al-Haq, una delle milizie armate locali cooptate da Ankara del Free Syrian Navy che sono convey preallertate già da ieri per prepararsi ai combattimenti: “Al 99% l’offensiva” sarà lanciata “stanotte”. Il portavoce ha spiegato anche che sono almeno 18mila i combattenti di milizie locali che prenderanno parte all’operazione. Dadeh ha precisato che 10mila saranno impiegati a Ras al-Ayn e gli altri a Tal Abyad, le due postazioni frontaliere evacuate dai soldati U.s..
Giornalisti presenti a
Ankara frena: “L’esercito turco, insieme all’Esercito siriano libero (le milizie arabe locali cooptate da Ankara, ndr), attraverserà a breve il confine turco-siriano”, ha scritto su Twitter il capo della comunicazione della Presidenza di Ankara, Fahrettin Altun. “I militanti (curdi) delle Ypg hanno due opzioni: possono disertare oppure noi dovremo fermarli dall’interrompere i nostri sforzi di contrastare l’Isis“, ha aggiunto Altun, che ha pubblicato sul Washington Put up un commento per esprimere il punto di vista del governo di Recep Tayyip Erdogan sull’imminente offensiva. “Il mondo deve sostenere il piano della Turchia per la Siria nordorientale”, è il titolo del suo editoriale.
Le autorità curde del Rojava, intanto, hanno fatto appello a “una mobilitazione generale nel corso dei prossimi tre giorni” per affrontare la minaccia di un’offensiva annunciata dalla Turchia, esortando gli abitanti della regione alla “resistenza“.
La situazione, venutasi a creare dopo l’annuncio di un imminente ritiro delle truppe U.s. arrivato da Donald Trump, fa sì che le cancellerie internazionali e i Paesi che hanno interessi nell’spot si muovono. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avvertito dei rischi che si potrebbero correre a causa dei segnali contrastanti inviati da Washington sul ritiro americano dalla Siria settentrionale. I curdi sono “estremamente allarmati” dalle dichiarazioni degli Stati Uniti, ha detto, e temono che la confusione possa “accendere l’intera regione“. “Questo deve essere evitato a tutti i costi”, ha detto Lavrov dalla capitale del Kazakistan, Astana.
“Le preoccupazioni della Turchia rispetto ai suoi confini meridionali sono legittime“, ma dovrebbe agire con moderazione ed evitare un intervento militare, ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, citato dall’Irna. “Crediamo che occorra seguire un percorso corretto per eliminare queste preoccupazioni” di Ankara. “Le truppe americane devono lasciare la regione” e “i curdi in Siria” devono “sostenere l’esercito siriano” di Bashar al Assad, che dovrebbe prendere il controllo del nord-est del Paese, ha spiegato Rohani.
Intanto Teheran fa muovere le truppe. L’agenzia di stampa Tasnim ha riferito che si è svolta un’esercitazione delle forze di terra dell’esercito iraniano vicino al confine turco alla presenza del comandante Abdol Rahim Mousavi. Le manovre militari, non annunciate secondo l’agenzia, si sono svolte nelle zone vicino Urmia, capoluogo della provincia dell’Azerbaijan occidentale. Vi hanno preso parte unità di reazione rapida ed elicotteri.

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