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elezioniL’elettorato spagnolo è stato chiamato alle urne per la quarta volta in quattro anni dal nostro inviato Luca VeroneseNella foto Ap, le schede elettorali in un seggio a Madrid 3′ di letturaMADRID – L’appello di Pedro Sanchez non sembra essere stato accolto dagli elettori spagnoli. Il chief socialista ha perso la scommessa, la sua decisione di sfidare tutti nelle elezioni preserve up for – dalla sinistra di Podemos, alle opposizioni di destra – potrebbe rivelarsi un gran fracaso, un fallimento completo, almeno così dicono i primi sondaggi diffusi dalla tv pubblica spagnola dopo la chiusura delle urne. E le parole del suo ultimo comizio nel quale ha chiesto agli spagnoli di «votare per dare un governo al Paese» potrebbero essere cadute nel vuoto.Certo i Socialisti si confermano in testa ai consensi, ma dopo il quarto voto in quattro anni, la situazione resta bloccata esattamente come dopo le elezioni di aprile. Con una crescita della destra e soprattutto uno scambio a destra dove si assisterebbe al crollo di Ciudadanos e al balzo impressionante dei neo-franchisti di Vox.La conta dei seggi I primi sondaggi diffusi dopo la chiusura delle urne (non si tratta di exit poll ma di opinioni di voto raccolte da Gad3 nel corso dell’ultima settimana) indicano un Parlamento ancora più frammentato, con sei partiti e quattro scenari possibili di accordi per governare. Ma nessuna maggioranza chiara. Attain si temeva.Il Partito socialista potrebbe infatti ottenere tra i 114 e i 119 seggi alla Digicam. Resterebbe cioè il partito più votato ma perderebbe almeno quattro deputati e si allontanerebbe ancora di più dalla maggioranza di 176 seggi sui 350 complessivi della Digicam. I Popolari di Pablo Casado sarebbero invece in crescita a 85-90 seggi. Salirebbero moltissimo, anche oltre le aspettative, i nazionalisti xenofobi di Vox, passando da 24 a 56-59 seggi. Unidas Podemos, il movimento di Pablo Iglesias sarebbe invece in forte calo a 30-34 seggi, punito forse per non avere trovato l’intesa con i Socialisti.Malissimo Ciudadanos, il partito centrista e unionista capeggiato da Albert Rivera, che verrebbe ridimensionato a 14-15 seggi dai 57 che aveva. Abbastanza stabili i partiti nazionalisti regionali, e anche quelli secessionisti catalani. Mentre Mas Pais, il partito di sinistra messo in piedi da Inigo Errejon e da altri ex di Podemos potrebbe conquistare tre seggi.
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